La signora Oval Money, da Uber al mondo fintech

Quello della finanza digitale è un mondo dinamico in cui si incontrano storie e talenti differenti. Uno dei profili più interessanti dell’attuale scena italiana è quello di Benedetta Arese Lucini (in foto), l’ex top manager di Uber che oggi guida la fintech di pagamenti Oval Money. Della start up italo-inglese si è tornato a parlare proprio in queste ultime settimane in occasione dell’alleanza siglata con Intesa Sanpaolo che è entrata nel capitale nell’ambito dell’ultimo round di investimento. L’operazione è stata salutata dal mercato come uno dei primi esempi concreti di asse tra una banca tradizionale italiana e una start up di finanza digitale, uno schema che potrebbe essere riproposto molte volte nei prossimi anni.

Dietro Oval Money per l’appunto c’è Arese Lucini. Dopo un’esperienza nel team di technology investment banking di Credit Suisse, la manager è salita agli onori delle cronache grazie a Uber dove ha lavorato dal marzo 2013 all’agosto 2015, assumendo nel 2014 l’incarico di country manager per l’Italia. Quella posizione le ha permesso non solo di conoscere dall’interno il funzionamento di una delle start up tecnologiche più famose al mondo, ma anche di partecipare attivamente al dibattito sull’innovazione e sulla sharing economy. Dopo quell’esperienza nell’ottobre del 2015 Arese Lucini è stata tra i fondatori di Oval Money insieme a Claudio Bedino, ceo e fondatore di Starteed, piattaforma che fornisce soluzioni tecnologiche per il crowdfunding, e ad Edoardo Benedetto, che di Starteed è user experience & user interaction designer.

Oval Money nasce da un’idea piuttosto semplice: collegare una app a un conto corrente per aggiornare il consumatore sulle proprie abitudini di spesa e aiutarlo così a risparmiare. Attraverso una sorta di salvadanaio digitale si possono accumulare automaticamente quote di ogni transazione. Gli utenti inoltre hanno la facoltà di chiedere piccoli prestiti peer-to-peer ad altri utenti Oval Money per emergenze, donazioni, regali o altre necessità e restituire la somma con micropagamenti giornalieri.

Per sostenere queste nuove attività nelle scorse settimane Oval Money ha chiuso un nuovo round di finanziamento da circa 1,5 milioni, grazie a investitori professionali e contributi da equity crowdfunding. Con queste nuove risorse, le munizioni a disposizione della start up salgono così a 4,3 milioni. Nel frattempo, come detto, Intesa è entrata nel capitale attraverso Neva Finventures, il corporate venture capital dell’Innovation Center della banca che investe nelle nuove realtà della finanza innovativa.

«L’avvio di questa collaborazione è un importante attestato di fiducia, significa che stiamo procedendo nella giusta direzione e che possiamo continuare a sostenere il nostro percorso di crescita investendo in tecnologie e nuove professionalità – ha spiegato Benedetta Arese Lucini, amministratore delegato di Oval Money – inoltre, la collaborazione con Intesa Sanpaolo mettendo a disposizione le infrastrutture di Banca 5 ci permette di garantire al cliente finale performance elevate in termini di standard di sicurezza e la prossimità di una rete fisica, facendo così di Oval una soluzione sempre più accessibile e inclusiva».

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