A Londra il fintech contesta le scelte di Johnson

La prospettiva di una hard Brexit preoccupa molto l’ecosistema fintech di Londra che vede così messi a rischio i risultati raggiunti negli ultimi dieci anni in UK. In base a un sondaggio svolto al recente Digital Finance Forum di Londra, solo il 33% dei dirigenti del settore ritengono che il Regno Unito potrà conservare il proprio primato anche nei prossimi cinque anni.

Non solo. Malgrado i buoni risultati economici macinati negli ultimi mesi, un terzo del campione è preoccupato o estremamente preoccupato per l’impatto che l’uscita dall’Unione Europea avrà sul proprio modello di business. In particolare è diffuso il timore che, con una hard Brexit, sarà più difficile assumere professionisti validi, che potrebbero essere attratti da altre piazze finanziarie a partire da quelle dell’Europa Continentale.

Ma non ci sono soltanto i segnali di preoccupazione. Alcuni esponenti di punta del settore hanno deciso di contrastare apertamente le scelte dell’attuale governo inglese. Proprio in questi giorni Gina Miller, fondatore e partner di SCM Direct, una fintech specializzata nel wealth management, ha avviato un’azione legale contro la decisione del premier Boris Johnson di sospendere il parlamento dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva. Una mossa che impedirà ai deputati di votare un rinvio della Brexit, anche in caso di un no deal. Per Miller si tratta però di una scelta anticostituzionale, mai fatta da nessun primo ministro inglese in tempi recenti.

Quale che sia l’esito dell’azione legale avviata da SCM Direct, l’iniziativa dimostra comunque la forte preoccupazione che serpeggia nella City londinese sulle scelte del governo. Sono stati molti in questi ultimi mesi gli appelli del mondo della finanza e, in particolare, del settore fintech alle istituzioni per contestare gli impatti di una hard Brexit e preservare il primato del comparto. Al momento però la politica sta tirando dritto verso il proprio obiettivo senza lasciarsi condizionare dagli appelli della categoria.

Rispondi