Accordo Ue sulla blockchain. L’Italia dormiva?

Press point Mariya GABRIEL  and Miapetra Kumpula-Natri, Member of the EP (Miapetra Kumpula-Natri, membre du PE) on a 'Flash Eurobarometer' on the end of roaming charges in the EU and on first observations from mobile phone operators

La notizia non ha avuto grande enfasi sulla stampa italiana, ahimè neppure su quella finanziaria. Eppure nei giorni scorsi è stato raggiunto un traguardo importante per la trasformazione del sistema finanziario europeo. Martedì scorso 22 Paesi hanno firmato una dichiarazione per la creazione di un partenariato per la blockchain, che farà da veicolo per la cooperazione tra gli Stati membri. L’accordo prevede lo scambio di esperienze e competenze nel campo tecnico e normativo e la preparazione all’applicazione della tecnologia su scala europea nel mercato unico digitale, a beneficio dei settori pubblico e privato.

L’Italia non c’è, anche se nel novero dei firmatari rientrano paesi come Portogallo, Bulgaria o Lituania. Una distrazione in questo periodo di frenetiche consultazioni politiche? Vedremo. Il rischio però è di perdere un’occasione storica per l’innovazione. Per il commissario dell’economia digitale Mariya Gabriel (nella foto), infatti: “presto tutte le utility integreranno la blockchain”. La Commissione si era già espressa in modo favorevole alla tecnologia, sottolineando che “la natura decentrata e collaborativa della blockchain e delle sue applicazioni consente di sfruttare l’intero mercato unico digitale”.

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