Anche la borsa brasiliana si innamora delle banche digitali

San-Paulo-Stock-Exchange.jpg

Non solo mercati maturi. La finanza digitale sta diventando un’opportunità di investimento anche in altre aree del mondo. Ad esempio in Brasile. In questi giorni a San Paolo è in corso l’ipo di Banco Inter, un piccolo istituto famigliare che si è recentemente reinventato come pura banca online. Per la borsa brasiliana si tratta della prima quotazione di una banca dopo quasi dieci anni, anche se nella scaletta degli advisor ci sono altri istituti di nuova generazione pronti per aprire il capitale.

Tra queste ci sarebbe Banco Agibank, altro istituto altamente tecnologico che potrebbe andare in borsa entro quest’anno. Peraltro in questi ultimi anni il mercato brasiliano ha mostrato particolare attenzione al mondo delle fintech e sono numerose le iniziative che stanno scommettendo sui servizi finanziari. Al punto da mettere in guardia gli istituti tradizionali sul rischio di una parziale disruption. Va detto inoltre che la banca centrale si è mostrata molto attenta all’innovazione tecnologica, adattando il quadro regolamentare ai nuovi business.

Proprio questo clima di effervescenza ha influito sulla valorizzazione delle azioni di Banco Inter: l’istituto finora controllato dalla famiglia Menin potrebbe arrivare sul mercato a multpli decisamente più alti rispetto alle altre banche del Paese come Itaú Unibanco, Banco do Brasil, Banco Bradesco e Caixa Economica Federal. Effetto bolla? Non necessariamente, sostengono gli esperti. «Le previsioni sulle piccole banche digitalizzate sono più favorevoli rispetto al passato perché la tecnologia permette loro di diversificare i servizi», spiega Fabio Fonseca, partner della  JGP Gestão de Recursos, che gestisce 3,73 miliardi di dollari.

Rispondi