Arriva la quasi banca: l’ascesa delle neo-bank


Il 2018 è stato l’anno delle neo-bank. Con questo neologismo (per molti aspetti assimilabile a quello di challenger banks, anche se spesso le neo-bank non hanno licenza bancaria) sono state battezzate le start up altamente digitalizzate, con una base costi leggerissima e un modello di business concentrato su poche, selezionate nicchie. L’offerta si focalizza soprattutto su conti deposito, conti corrente e carte di pagamento in modalità strettamente digitale.

Un caso di scuola è quello di Chime, una start up fondata nel 2014 a San Francisco ed emersa in pochi anni come uno dei leader americani nella categoria. Non avendo una licenza bancaria, Chime si appoggia a un altro istituto (Bancorp Bank) per fare raccolta nella forma di conti correnti digitali. L’offerta prevede anche conti deposito e una carta di debito che può essere utilizzata su oltre 30 mila Atm convenzionati sul territorio.

Negli Usa, dove le banche di nuova generazione sono meno radicate che in UK, Chime è diventato un fenomeno virale. Per la struttura accattivante della app, i bassissimi costi di utilizzo e la praticità dell’uso la start up ha subito fatto presa sui risparmiatori. Da qualche settimana è stato tagliato il traguardo dei 2 milioni di conti correnti online e la clientela sta crescendo a un ritmo superiore rispetto a colossi tradizionali come Wells Fargo e Citibank. Non solo. Molte altre iniziative sono nate sulla scia di Chime, anche grazie all’attenzione del venture capital. I fondi hanno infatti iniziato a investire con decisione nelle strat up finanziarie americane. Solo nel 2018 le neo-bank Usa hanno raccolto 10 volte di più rispetto al 2015, secondo i dati forniti da CbInsights.

Tra gli altri esempi di neobank merita una menzione Empower, istituto fondato a San Francisco nel 2016 e attivo oggi nella finanza personale con una particolare attenzione per la clientela millennials. Altro esempio è Aspiration, una neobank di Los Angeles che in pochissimo tempo è arrivata a un milione di clienti. In Europa invece marcia a pieno ritmo N26. La mobile bank tedesca, presente in Italia dall’anno scorso, ha sfondato negli ultimi nove mesi la soglia del milione di clienti in tutto il continente, mettendo a segno un raddoppio del bacino.

In questo nuovo contesto le banche tradizionali hanno dovuto correre ai ripari. Una risposta è stato il nuovo conto corrente digitale lanciato dalla Goldman Sachs. L’obiettivo della banca di Wall Street non è tanto la raccolta di risparmio quanto piuttosto il tentativo di arginare l’avanzata delle piccole giovani società fintech che guardano al mondo del risparmio e del credito al consumo con un’offerta molto aggressiva.

In questa direzione si stanno muovendo tutti i big di Wall Street: basti pensare che negli Usa Jp Morgan ha lanciato Finn, la banca interamente mobile che ha debuttato a ottobre a St. Louis. Il progetto è stato studiato appositamente per servire la categoria dei millennials dopo un attento lavoro di ricerca sulle abitudini di consumo e sul rapporto con la tecnologia delle nuove generazioni. Un lavoro di ricerca che ha interessato anche la sfera psicologica ed emotiva dei potenziali clienti.



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