Banche digitali nel mirino dei regolatori

I regolatori cominciano a fare le pulci alle banche digitali europee. Dopo i casi recenti di Revolut e Wirecard, anche la tedesca N26 è finita sotto inchiesta dell’autorità di vigilanza per alcune presunte irregolarità gestionali. Nello specifico l’istituto è stato messo nel mirino dal regolatore tedesco dopo alcune proteste della clientela su supposte transazioni fraudolente e problemi nelle comunicazioni. Proteste riportate nello scorso mese di ottobre dal quotidiano Handelsblatt: sulla scia di quelle notizie di stampa la Bafin (la Consob tedesca) ha aperto un’indagine, facendo emergere numerose irregolarità.

Sempre secondo Handelsblatt, le proteste della clientela su alcune presunte transazioni fraudolente sarebbero state o ignorate o trascurate per alcune settimane. Gli utenti avrebbero riscontrato seri problemi nel ricevere risposte dalla banca attraverso i chatbot e le email, che sono gli unici strumenti per comunicare con lo staff di N26.

Partendo proprio da queste segnalazioni, Bafin ha rivelato problemi nella gestione del personale, sia sul lato dell’outsourcing che nella struttura dei processi, spiega il report. In risposta alle osservazioni, N26 ha fatto sapere di aver triplicato lo staff nelle aree oggetto di lamentele e si dice pronta a rispondere punto su punto al regolatore nel corso della consultazione.

Non si tratta del primo casi in cui l’autorità di vigilanza fa le pulci a una banca digitale. Secondo quanto ricostruito dalla stampa britannica, nei mesi scorsi la challenger bank Revolut avrebbe disattivato il sistema anti-riciclaggio che contrassegna i trasferimenti di denaro sospetti. Come risultato, attraverso la start up sarebbero transitate migliaia di transazioni illegali tra il luglio e il settembre del 2018, facendo scattare l’accusa di riciclaggio. Un’altra banca digitale tedesca, Wirecard, è invece inciampata sulla frode contabile. L’istituto ha dovuto allontanare un proprio manager nell’ambito di un’indagine su falso in bilancio. Il presunto colpevole avrebbe truccato i conti della divisione finanza per gonfiare i ricavi.

Rispondi