Banche digitali, Starling raccoglie 75 milioni

Il modello delle challenger bank piace al mercato e agli investitori. Lo dimostrano i numerosi finanziamenti che venture capital e intermediari finanziari stanno iniettando nelle start up digitali inglesi, proiettate ormai verso una crescita robusta.

Proprio in questi giorni Starling Bank, una delle challenger banks più popolari a Londra, ha raccolto 75 milioni di sterline per sostenere il proprio piano di espansione internazionale. L’istituto nel dettaglio si è aggiudicato 60 milioni in un round di serie C guidato da Merian Global Investors e ha raccolto altri 15 milioni da un singolo investitore, Harald McPike di QuantRes.

Molti i progetti sul tavolo di Starling in questi primi mesi dell’anno, in cui sul Regno Unito grava l’incognita della Brexit. Proprio per rispondere all’incertezza politica la banca digitale avrebbe allo studio il un nuovo conto corrente in euro. Ma non solo. In scaletta ci sarebbe anche una strategia di crescita oltre la Manica, con focus particolare su Francia e Germania, anche in questo caso per bilanciare le problematiche di una Hard Brexit.

Nata nel 2014 a Londra su iniziativa di Anne Boden, ex coo di Allied Irish Bank, Starling ha raccolto finora importanti risorse finanziarie, a partire dai 70 milioni di sterline incassati nel 2016, e ha ottenuto la licenza bancaria nel luglio del 2016. Tra le tappe più significative di questo percorso c’è stata la partnership con TransferWise nel marzo del 2017, l’apertura di un conto business nel marzo del 2018 e il lancio di una carta contactless nel luglio scorso. Ci sono insomma le premesse per un’espansione all’estero, sfruttando le potenzialità di alcuni mercati europei.

Ma l’intero mondo delle challenger bank è in movimento in questi mesi. Nelle scorse settimane Tandem ha annunciato l’intenzione di quotarsi in un arco temporale di tre-cinque anni, approfittando delle interessanti valutazioni offerte dal mercato per le fintech e le banche digitali. In movimento è anche Monzo, fondata nel 2015 da Tom Blomfield, Jonas Huckestein, Jason Bates, Paul Rippon e Gary Dolman. L’istituto, che ha oggi oltre un milione di clienti e una valutazione superiore al miliardo di sterline, sta lavorando allo sbarco negli Usa con il lancio di alcuni prodotti come una carta di debito pre-pagata.

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