Banche retail ancora fredde sulla blockchain

La blockchain è molto presente nel dibattito pubblico ma, al di là di questo, la sua adozione da parte della banche commerciali procede molto più lentamente del previsto. Soprattutto perché i vantaggi derivanti dalla sua introduzione sono molto meno scontati di quanto si immagina.

La conclusione è contenuta in un report di McKinsey che fa il punto sul complesso rapporto tra la tecnologia nata dal bitcoin e il retail banking tradizionale. L’ostacolo principale a una più ampia adozione della blockchain è rappresentato oggi dal rigido quadro regolamentare nell’ambito della consumer finance e dalla controversa reputazione creata dalle criptovalute. Due ragioni che hanno reso molto cauti i banchieri dei grandi gruppi, spiega McKinsey, e non a caso nessuno dei progetti avviati finora è stato implementato su larga scala.

Alcuni regolatori come l’inglese Financial Conduct Authority (FCA) stanno ancora elaborando un quadro normativo specifico, mentre negli Stati Uniti la Sec ha bloccato diversi tentativi di applicare la nuova tecnologia agli Etf. Al contrario nell’investment banking la penetrazione della nuova tecnologia si è rivelata più semplice e molte sono le iniziative lanciate dagli istituti negli ambiti delle emissioni obbligazionarie, del regolamento del trading, della trade finance, del private equity e del wealth management.

In ogni caso la forte pressione sui margini e la necessità di ridurre i costi, spingeranno sicuramente anche le banche commerciali a fare un uso più intenso della blockchain. Gli ambiti in cui le economie potrebbero essere più significative sono i pagamenti, la prevenzione delle frodi e la compliance. Ad esempio, secondo le stime elaborate da McKinsey, l’adozione di una tecnologia distributed ledger per i pagamenti transfrontalieri potrebbe fruttare risparmi per quattro miliardi di dollari, mentre un ulteriore miliardo di risparmi potrebbe arrivare dalle operazioni di client-boarding e ben nove miliardi dalla prevenzione delle frodi.

La blockchain potrebbe poi aiutare le banche tradizionali ad affrontare con maggiore sicurezza la concorrenza delle nuove realtà digitali che si stanno affacciando sulla scena della finanza internazionale e a rinsaldare la collaborazione con i propri competitor. Certamente non sarà un processo facile perché, come per molti aspetti dell’innovazione digitale, l’adozione della blockchain comporterà soprattutto un cambiamento culturale nei ruoli e nei processi. Forse è proprio questa svolta l’aspetto più delicato che gli istituti di credito si stanno trovando ad affrontare.

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