Banche vs Fintech, guerra per i talenti a colpi di milioni di dollari

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I colossi della finanza hanno capito una cosa fondamentale: per vincere la concorrenza delle fintech bisogna portarsele in casa. Un principio già applicato a Wall Street e in molti altri mercati dove le banche stanno comprando start up a ritmi serrati e nei settori più diversi. Ma oltre all’acquisto di società, che senza dubbio è la soluzione più semplice (ma anche più dispendiosa) del problema, c’è un’altra strategia in atto. Gli incumbent stanno reclutando i professionisti dell’hi-tech usando l’arma più infallibile della finanza, il denaro.

Nell’ultimo anno la competizione di grandi banche e fondi su questo punto è stata serrata e continuerà probabilmente a esserlo ancora per qualche tempo. Una competizione che interessa le professionalità più diverse, dai data scientist agli ingegneri informatici, dai programmatori ai product manager, dai designer agli altri professionisti dell’It. Ruoli che fino a pochi anni fa erano quasi marginali nell’organigramma dei giganti della finanza, ma che oggi possono competere per prestigio e remunerazioni con quelli dei top banker. In prima fila nella battaglia per i talenti ci sono gli hedge fund che hanno lanciato una decisa campagna di reclutamento rivolta soprattutto ai data scientist, offrendo retribuzioni annuali fino a mezzo milione di dollari. Anche le banche sono molto attive e negli Usa stanno arrivando a offrire cifre vicine al milione di dollari per gli sviluppatori di codici e di algoritmi, in particolare per quanto riguarda JavaScript e i framework connessi come AngularJS e React.

Inutile dire che cifre del genere creano forti tentazioni a chi lavora nel fintech. Le start up tecnologiche infatti possono offrire stipendi molto al di sotto della media dell’alta finanza. Accade spesso che un professionista maturo nel fintech guadagni lo stesso stipendio di un giovane analyst in un investment bank, cioè circa 60-70 mila dollari l’anno. Le remunerazioni sono un po’ più alte per gli sviluppatori Java che possono arrivare fino a 150 mila dollari nei casi più fortunati. Ma si tratta di eccezioni perché, se è vero che il fintech è il futuro, per il momento ha una potenza di fuoco limitata. Un punto debole su cui stanno giocando gli incumbent per recuperare il terreno perduto. La battaglia dei talenti insomma è ufficialmente aperta.

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