Quel circolo vizioso dei tagli alle filiali

I tagli che le banche stanno facendo alle proprie reti commerciali rischiano di accelerare l’abbandono dei canali fisici da parte della clientela. La tesi arriva da una ricerca condotta da Deutsche Bank in Germania che illustra una conclusione piuttosto contro-intuiva: la chiusura delle filiali non è una conseguenza, ma una delle cause principali della migrazione sui servizi digitali.

Il gruppo di Francoforte ha infatti esaminato alcuni dati relativi al mercato tedesco: negli ultimi dieci anni il numero di filiali bancarie è calato bruscamente dalle 40 mila del 2007 alle 28 mila del 2018. Nel frattempo anche l’approccio del cliente alle reti fisiche è mutato: oggi in media un risparmiatore visita la propria filiale una volta al mese.

Esiste una correlazione tra i due fenomeni? Pare di sì. Secondo la ricerca la distanza dello sportello più vicino è uno dei fattori che condiziona maggiormente l’utilizzo dei canali fisici: quando, per via dei programmi di ristrutturazione delle reti, questa distanza si dilata e crea disagi logistici, il cliente tende ad appoggiarsi sempre meno alla filiale per rivolgersi ai servizi di home banking e mobile banking.

Non vi è dubbio che in alcune regioni della Germania (e anche dell’Italia, aggiungiamo) negli ultimi anni i problemi di questo genere si sono intensificati: basti pensare che la distanza media dalla propria filiale può superare la decina di chilometri. «L’allargarsi della distanza tende a ridurre le visite alla filiale, spingendo i consumatori a cercare soluzioni alternative con una certa dose di insoddisfazione», spiega la ricerca di Deutsche Bank che peraltro aggiunge: «ci troviamo insomma di fronte a un circolo vizioso che spinge le banche a intensificare le chiusure di sportelli e ad allontanare ulteriormente i clienti dalla rete fisica».

Una spiegazione convincente? In parte sì. In molti paesi del resto è stato sollevato il problema del banking desert, cioè della progressiva ritirata delle reti bancarie nelle aree rurali e suburbane. L’anno scorso ad esempio nel Regno Unito la questione è stata sollevata anche nella Camera dei Comuni, uno dei due rami del parlamento, che ha pubblicato un documento dai toni quasi allarmistici sul fenomeno.

Esistono comunque altri fattori che oggi giocano a favore della digitalizzazione: dalla concorrenza dei nuovi attori tecnologici (bigtech e fintech) al cambiamento di abitudini che si sta registrando soprattutto tra le generazioni più giovani. Insomma, a spingere le banche e i clienti verso la multicanalità è una pluralità di fenomeni di cui occorre sempre avere un quadro complessivo.

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