Bankitalia concede una proroga sulla PSD2

Il sistema italiano dei pagamenti strappa una proroga per preparasi alle novità legate alla direttiva PSD2. L’entrata in vigore delle nuove regole è prevista per il prossimo 14 settembre, ma moltissime realtà non sono ancora pronte, ecco perché l’autorità di vigilanza ha deciso di concedere più tempo. Nel dettaglio Banca d’Italia ha stabilito una proroga per l’applicazione delle procedure di strong customer authentication (Sca), approfittando di una opportunità stabilità dall’Associazione bancaria europea (EBA).

Del resto il passaggio richiesto agli operatori è molto impegnativo. La Sca infatti cambierà radicalmente il modo in cui le persone comprano e vendono online. Gli oltre 300 milioni di consumatori europei dovranno confermare la propria identità per buona parte dei loro acquisti online, facendo riferimento a qualcosa che conoscono (per esempio una password), possiedono (es. un telefono) oppure qualcosa che presentano fisicamente (come un’impronta digitale).

Una rivoluzione che, come è facile da immaginare, riguarderà centinaia di migliaia di commercianti online europei – dai dettaglianti alle aziende di ride sharing fino ai servizi di crowdfunding – che dovranno aggiornare i loro processi di pagamento per prepararsi alla nuova regolamentazione. Le conseguenze? Secondo uno studio condotto dal gruppo americano Stripe su 500 professionisti qualificati del settore dei pagamenti, l’entrata in vigore di questa nuova normativa potrebbe costare 57 miliardi di euro nei primi 12 mesi.

La Sca infatti potrebbe complicare le procedure di pagamento per i consumatori, aumentando il tasso di abbandono dei carrelli del commercio elettronico, che già oggi rappresenta un problema non da poco. A complicare il quadro è il fatto che, ad appena tre mesi dall’implementazione, molte aziende – in particolare piccole imprese – non è pronta e, soprattutto, non sembra aver compreso la portata del cambiamento.

Chiamata in causa dal sistema bancario, l’Eba in un recente parere ha puntualizzato che gli istituti hanno avuto molto tempo a disposizione per prepararsi alla Sca, visto che la nuova normativa era nota fin dal 2015 e c’è stato un periodo addizionale di implementazione di 18 mesi. In ogni caso il parere riconosce che ci sono in gioco sfide molto particolari per attori come gli operatori di e-commerce che non sono payment service provider e perciò non risultano direttamente soggetti alla PSD2. Pertanto l’Eba ha suggerito alle autorità competenti nazionali di lavorare in stretto contatto con gli intermediari e con i merchant coinvolti per concedere una limitata proroga temporale che consenta a tutte le parti di non farsi cogliere impreparate.

Approfittando di questa apertura dell’autorità europea, via Nazionale ha concesso la proroga: «In linea con le decisioni assunte a livello europeo, la Banca d’Italia ha deciso di concedere maggior tempo all’industria finanziaria italiana per completare gli adeguamenti richiesti dalla normativa in tema di sicurezza delle transazioni online effettuate con carta di pagamento», ha spiegato l’organo di Vigilanza in una nota.

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