Bankitalia sprona, ma il sistema investe ancora troppo poco

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Parola di Bankitalia. Per le banche «fintech rappresenta un fondamentale strumento di innovazione e una occasione di business da cogliere. Può viceversa costituire una seria minaccia qualora le banche non riescano a sfruttarne appieno le potenzialità, lasciando ampio spazio ai nuovi concorrenti, in primo luogo ai giganti della tecnologia (Google, Apple, Facebook, Amazon, Alibaba) da tempo affacciatisi sul mondo del credito e della finanza».  Lo ha spiegato il responsabile della Vigilanza Carmelo Barbagallo al seminario «Il sistema bancario italiano di fronte alla ripresa» a Varignana (Bologna).
Per la verità il quadro che emerge dalla reportistica di Bankitalia non è particolarmente incoraggiante.

L’anno scorso via Nazionale ha condotto un’indagine conoscitiva su un campione di 93 intermediari selezionati sulla base della loro rappresentatività nel sistema finanziario italiano. Ne emerge che gli investimenti programmati ammontano ad appena 135 milioni, il fatturato di una pmi di medie dimensioni. Il 92% di questo importo è riferibile ai principali gruppi bancari e riguarda soprattutto lo sviluppo di servizi informativi e dispositivi alla clientela (operatività dei conti correnti, servizi di pagamento, gestione dell’identità elettronica, riconoscimento del cliente a distanza per la sottoscrizione di servizi finanziari).
La strada da fare insomma è ancora molta.

Il link dell’indagine di Bankitalia: https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/analisi-sistema/stat-banche-intermediari/Fintech_in_Italia_2017.pdf

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