Bce: serve un circuito europeo per i pagamenti

Secondo la Bce, i pagamenti istantanei potrebbero collegare i circuiti di carte nazionali dell’Euro Zona e rompere così il duopolio di Visa e Mastercard che oggi gestiscono oltre l’80% delle transazioni su carta europee. Un obiettivo che l’Europa si prefigge da una dozzina d’anni.

Nel 2015 ad esempio è arrivato il regolamento sul tetto alle interchange fee, per i pagamenti effettuati attraverso carte di credito e di debito. La misura aveva come obiettivo ridurre i costi per retailer (che pagano circa 10 miliardi di euro l’anno in commissioni) e consumatori, aumentando la trasparenza su tutte le operazioni. Tuttavia la richiesta alle banche di adottare circuiti alternativi ai giganti globali è finora caduta nel vuoto.

La digitalizzazione potrebbe cambiare questo scenario. In una presentazione all’American European Community Association di Bruxelles il membro del board Bce Yves Mersch ha recentemente sollevato il tema, puntando l’indice sul mancato sviluppo di un’area unica dei pagamenti a livello europeo.

«I possessori di carte non possono usarle per fare pagamenti in giro per l’Europa, se non appoggiandosi ai circuiti classici», ha notato. A questo riguardo però l’arrivo dei pagamenti istantanei nel vecchio continente potrebbe cambiare le regole del gioco. «Il settore sta assistendo allo sviluppo di un’infrastruttura europea per i pagamenti istantanei. Tale infrastruttura gestirà in tempo reale le operazioni di meccanismi di compensazione e regolamento, mettendo in collegamento i diversi circuiti nazionali. Adesso è necessario rafforzare questa interoperabilità a livello continentale, magari identificando anche un logo comune», ha concluso Mersch.

L’Europa vuole insomma consolidare un mercato internazionale dei pagamenti. Lo dimostra tra l’altro la recente decisione del Parlamento Europeo che ha approvato un piano per spingere le banche ad eliminare le commissioni sui pagamenti transfrontalieri tra paesi dell’Unione. Oggi infatti, i cittadini e le imprese non pagano costi aggiuntivi per fare transazioni all’interno dell’Eurozona. Al contrario i Paesi dell’Unione Europea che non hanno adottato la moneta unica non godono degli stessi privilegi. Per esempio un trasferimento di 10 euro dalla Bulgaria all’Eurozona può essere gravato da commissioni fino a 24 euro.

Questo stato di cose, secondo Bruxelles, è un ostacolo alla creazione di un vero mercato unico, visto che crea barriere alle attività transfrontaliere delle famiglie e delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese. In base alla nuova proposta, le commissioni dovranno essere eliminate per tutti i paesi che aderiscono all’Unione e un trasferimento di denaro dalla Bulgaria all’Eurozona non subirà costi aggiuntivi.

Le nuove regole prevedono inoltre che i consumatori siano pienamente informati sul costo dell’operazione prima di concludere il pagamento, per esempio, con la propria carta di credito. Regole che colpiranno soprattutto le banche e le piattaforme di pagamento che dovranno dichiarare i costi aggiuntivi, esponendosi così alla concorrenza dei competitor.

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