Carte biometriche, arrivano i primi test delle banche

Non si arresta l’innovazione nel mondo dei pagamenti. Se quasi tutti gli intermediari finanziari si stanno rafforzando nei nuovi canali digitali, si consolida anche in Italia l’uso di strumenti per garantire la sicurezza e l’efficienza dei servizi cavalcando la tecnologia.

Tra le ultime novità c’è l’introduzione delle cosiddette carte di credito biometriche, uno strumento di pagamento che alza gli standard di sicurezza contro eventuali tentativi di frode. Nella sostanza con questa carta il cliente può pagare usando l’impronta digitale per autorizzare la transazione invece di comporre il codice PIN al terminale. Impostare la carta è semplice: il possessore deve soltanto registrare la propria impronta usando uno specifico tablet presente all’interno della filiale, una procedura che non dovrebbe richiedere più di cinque minuti. A breve per giunta sarà possibile fare l’autenticazione direttamente da casa, con un ulteriore risparmio di tempo ed energie.

Ma chi sta già introducendo le carte biometriche? Molte banche a livello internazionale. Proprio in questi giorni l’inglese NatWest ha avviato un processo pilota con Gemalto, Visa e Mastercard su un campione di 200 clienti. Sempre Mastercard nella seconda metà del 2018 è stata al fianco di Intesa Sanpaolo in un ampio processo di sperimentazione su Milano, Torino e Roma. Il test ha riguardato 153 utenti e i risultati sono stati positivi. Insomma, è lecito aspettarsi che le nuove carte vengano messe presto sul mercato, facendo compiere un ulteriore passo avanti al sistema dei pagamenti digitali.

La biometrica del resto è un’area sempre più battuta dagli intermediari finanziari. L’ultima novità in ordine di tempo è stata introdotta dalla spagnola CaixaBank che ha rivoluzionato la modalità di fruizione dei propri sportelli. Nell’ambito di un progetto pilota in corso a Barcellona l’istituto ha installato una nuova tecnologia sviluppata insieme a Fujitsu e FacePhi: in sostanza i nuovi Atm sono muniti di strumenti ad alta precisione per confrontare i tratti somatici del cliente con il documento di identità.

L’iniziativa di CaixaBank non è comunque un caso isolato a livello internazionale. Una delle prime iniziative di questo genere è stata lanciata da Bank of America che sta usando una tecnologia sviluppata dalla Samsung per la lettura dell’iride. L’inglese Hsbc invece, dopo un sistema di riconoscimento vocale, ha recentemente annunciato il lancio di un servizio di riconoscimento facciale per le app della clientela corporate. Il procedimento consiste nella mappatura di oltre 30 mila punti nel volto del cliente, per creare una sorte di mappa profonda che renda pressoché impossibile un errore di autenticazione.

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