Così i giganti tecnologici si fanno guerra sui pagamenti

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Si fa serrata la concorrenza tra i colossi tecnologici per la supremazia nel mercato dei pagamenti. Amazon ad esempio sta offrendo sconti significativi ai commercianti che usano il suo servizio di pagamento online. Secondo quanto riportato da Bloomberg, finora gli esercenti che usano il servizio pagano il 2,9% di commissione su ogni transazione, una somma che viene divisa tra il gigante dell’ecommerce, l’emettitore della carta e il network di pagamento. Ora però Amazon si è proposto di negoziare ccommissioni più basse con i commercianti che prendano accordi esclusivi di lungo termine.

Un portavoce della società ha declinato ogni commento, ma nei giorni scorsi il mercato ha prestato fede all’indiscrezione facendo scendere il titolo PayPal in borsa, così come le azioni di Square e Visa. Di certo già oggi Amazon ha uno zoccolo duro di clienti sui servizi di pagamento: 33 milioni di esercizi in 170 paesi usano infatti Amazon Pay e circa la metà sono membri dell’esclusiva community Amazon Prime. Il 50% delle transazioni gestite da questi clienti avvengono su dispositivi mobile per un importo medio di 80 dollari a transazione.

Lo sconto offerto adesso è la prova che Amazon sta pensando meno alla redditività per concentrarsi soprattutto sull’ampliamento della base clienti. Una scelta non di poco conto se si pensa che oggi le commissioni ottenute ammontano a circa 90 miliardi l’anno con banche Jp Morgan e Citi, netowrk Visa e Mastercard e sviluppatori First Data e Stripe che intascano una quota non irrilevante ad ogni transazione.

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