Così il fintech erode i ricavi delle banche

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La competizione tra banche tradizionali e nuovi intermediari digitali è destinata a diventare sempre più serrata. Lo dimostra un recente studio di Boston Consulting Group che analizza gli effetti di questa dinamica sui risultati economici 2017 degli istituti di credito. Uno studio in cui il titolo fornisce già un’indicazione molto chiara al sistema: abbracciare il cambiamento digitale.

Secondo i consulenti di Bcg il fintech già oggi sta erodendo una significativa quota di ricavi alle banche tradizionali. Anche se nel 2017 i ricavi del comparto bancario sono saliti complessivamente del 7% a 671 miliardi, per il settore dell’investment banking le banche di investimento c’è stata una flessione del 3% a 220 miliardi, il quinto calo del quinto anno consecutivo di calo. Se nel 2006, le investment bank rappresentavano il 48% dei ricavi del settore, ora sono scese al 33%. La ragione? Almeno in parte secondo Bcg andrebbe ricercata nell’ingresso sul mercato dei nuovi attori digitali che starebbero progressivo erodendo il giro d’affari delle banche old style.

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Non è un mistero del resto che il fintech abbia rivoluzionato l’offerta nel corporate banking, sfruttando nuovi canali digitali basati sul web, il cloud, i big data e l’intelligenza artificiale. Canali che hanno assecondato il cambiamento avvenuto nelle abitudini dei clienti che oggi si rivolgono a nuovi processi e modelli di business. Come stanno reagendo le grandi banche? Per lo più secondo i vecchi sistemi: offrendo prodotti più convenienti, per sottrarre quote di mercato ai competitor, e abbattendo i costi con politiche di tagli ed economie di scala. Secondo Bcg però, a lungo andare, queste ricette non saranno sufficienti.

Secondo Philippe Morel, senior partner & direttore generale della società di consulenza, «l’emergere di nuove tecnologie come la blockchain e il crowdfunding non rappresenta una minaccia per le banche di investimento, ma un’opportunità». La conferma della bontà di questa ricetta? Bcg calcola che gli istituti di credito retail che investono sul digitale possono incrementare del 20% delle entrate e una riduzione fino al 30% dei costi. Per raggiungere questi obiettivi le banche possono anche mettere in atto collaborazioni con le start up fintech, intendendo la banca come piattaforma in grado di ospitare diversi servizi di terze parti, come Apple o Airbnb.

In aggiunta Bcg suggerisce cinque regole agli intermediari che vogliano affrontare la trasformazione tecnologica:
1) Migliorare l’esperienza del cliente: in futuro sarà necessario essere molto attenti alle esigenze del cliente, offrendo prodotti e servizi flessibili e personalizzabili.
2) Avere una gestione efficiente dei dati: i big data saranno un canale sempre più prezioso per le banche e il loro utilizzo in chiave di efficienza e sicurezza sarà la chiave del successo.
3) Aggiornare l’infrastruttura informatica: il consiglio è soprattutto di utilizzare un’architettura It di ultima generazione fondata sul cloud, sicura ed efficiente.
4) Attrarre talenti digitali: il profilo del bancario dovrà cambiare profondamente nei prossimi anni e la contaminazione con altre professioni sarà fondamentale per potenziare i servizi della banca.
5) Lavorare in un ambiente smart: il Btg suggerisce di sostituire l’organizzazione interna attuale con quello di piattaforma, sullo stile delle moderne aziende tech.

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