Così la PSD2 trainerà il risiko nei servizi di pagamento

london.jpg

La direttiva PSD2, oltre a ridisegnare in profondità gli equilibri nel mondo finanziario, potrebbe imprimere un’ulteriore spinta al consolidamento nel settore dei pagamenti. Già negli ultimi anni in Europa i private equity hanno investito parecchio nel comparto portando a casa un gran numero di operazioni. Si va da Worldpay a Nets, da Bambora a Paysafe per citare solo i casi più noti. Basta insomma la tabella in pagina per rendere l’idea del processo avvenuto. Ma l’abbuffata potrebbe non essere finita. Secondo un paper dello studio legale internazionale Latham & Watkins, la recente ondata regolamentare potrebbe stimolare ulteriormente la competizione e favorire l’ingresso di nuovi operatori. Un contesto di cui trarrebbero vantaggio i soggetti ben posizionati nel settore.

payments

Il riferimento va soprattutto alla direttiva PSD2 entrata in vigore nel gennaio scorso per aiutare le fintech a competere con le banche. Con questa nuova regolamentazione le banche sono obbligate a concedere l’accesso al conto e ai servizi di pagamento online dei consumatori, naturalmente sulla base di modalità regolamentate e sicure e con il consenso del cliente. Questa apertura favorisce lo sviluppo di nuove forme di innovazione e di concorrenza a livello di pagamenti digitali. Nello stesso tempo la PSD2 punta a rafforzare la sicurezza dei pagamenti via internet e dell’accesso ai conti. Secondo gli esperti di Latham & Watkins insomma, tutto questo determinerà la nascita di prodotti finanziari innovativi e determinerà nuove opportunità di investimento. «Dal nostro punto di vista questo contesto darà una marcia in più alle operazioni di m&a nel 2018, con forti opportunità di consolidamento alla luce dei nuovi ingressi nel mercato e della competizione tra gli attori in campo».

Rispondi