Così le neobank conquistano Londra

Un consumatore inglese su quattro avrà il conto in una banca digitale entro i prossimi cinque anni. L’ecosistema finanziario di Londra è cambiato profondamente nell’ultimo decennio con la fioritura di challenger bank e neo bank, istituti completamente digitali con una base costi molto leggera e processi altamente tecnologizzati.

Esempi noti anche fuori dall’Inghilterra sono Monzo e Revolut che negli ultimi anni hanno messo nel mirino anche altri mercati europei. Oggi sono circa 4,5 milioni gli inglesi che hanno un conto presso uno di questi istituti (pari al 9% della popolazione) e entro il 2024 il numero potrebbe raddoppiare a 8,5 milioni (16% della popolazione), secondo la stima recentemente fatta dalla piattaforma Finder.com. Un trend che dovrebbe interessare anche gli altri paesi europei. Ovviamente il fattore anagrafico giocherà un ruolo essenziale: il tasso di adozione dei nuovi servizi digitali oggi è più alto tra i giovanissimi e i millenials (oltre il 12%), mentre le generazioni più mature marciano a ritmi più contenuti.

L’elemento di attrazione più forte è rappresentato senza dubbio dalla convenienza economica di queste banche. Le condizioni competitive dell’offerta sono citate dal 33% del campione intervistato da Finder, mentre la remunerazione più alta dei depositi è menzionata dal 31% e la facilità di trasferire denaro dal 28%. I servizi di personal finance management (PFM) invece non vengono percepiti come un punto di forza primario dell’offerta.

Per il momento comunque la larga maggioranza della clientela si rivolge ancora alle banche tradizionali. Tra le ragioni di questa fidelizzazione viene citato soprattutto il buon trattamento ricevuto dal proprio istituto (61%). Per un risparmiatore inglese su due parlare direttamente con un bancario è considerato ancora un fattore essenziale nella relazione con la banca, anche se le condizioni dell’offerta (dalla remunerazione dei depositi alla facilità di aprire un conto) non sono considerate un elemento attrattivo. Segno che comunque le banche tradizionali sono ancora in condizione di svantaggio su questi ultimi aspetti.

Il settore delle challenger banks e delle neo banks è insomma in forte crescita. Finora le maggiori istituzioni del settore hanno raccolto importanti finanziamenti e il numero dei correntisti è cresciuto in maniera significativa. Monzo ad esempio ha da poco chiuso un round di finanziamento da 85 milioni di sterline e ha toccato i due milioni di clienti. Non solo: altri player continuano a entrare nel settore, come Viola Black e Chetwood Financial, rendendo la concorrenza sempre più spinta. Eppure, come detto, la resistenza di una parte consistente della clientela rimane forte. Circa il 53% dei consumatori inglesi non ha alcuna intenzione di passare alle nuove banche digitali e si sente perfettamente a suo agio presso le banche tradizionali. Difficile è stabilire se queste resistenze si ammorbidiranno nei prossimi anni o se la crescita delle challenger bank sarà fisiologicamente destinata a rallentare.

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