Così le banche italiane si spostano sul mobile

Da qualche anno ormai i canali bancari stanno cambiando a una velocità sempre più rapida, anche sul mercato italiano. In particolare quasi tutti gli istituti stanno registrando una forte crescita di quelli digitali, a partire dal mobile banking: sullo smartphone passano ormai gran parte delle operazioni ordinarie, dai bonifici/giroconti ai servizi di pagamento diretti tra persone fino alle ricariche delle prepagate.

Le transazioni da pc sono più del doppio rispetto a quelle effettuate via smartphone ma i tassi di crescita annui sono mediamente molto più contenuti (+2% sui bonifici/giroconti, e in diminuzione su altre operazioni come ad esempio le ricariche di carta prepagata o cellulare). È quanto emerge da un’indagine su un campione di banche contenuta nell’ottavo Rapporto annuale realizzato da Abi Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’Abi, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del digital banking.

Secondo la ricerca, tutte le banche del campione offrono servizi tramite internet banking e applicazioni per smartphone, con sistemi operativi iOS e Android; il 70% offre app anche sui tablet e il 50% su smartwatch (orologi in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet). Più ridotta la percentuale di istituti che mettono a disposizione app per i dispositivi con il sistema operativo Windows (33% per smartphone e 23% per tablet). In ogni caso mediamente ogni banca/gruppo bancario offre quasi 3 app.

Per quanto riguarda i servizi offerti, oltre che con soluzioni classiche di mobile banking, le diverse funzionalità possono essere offerte anche con app ad hoc: gli esempi più evidenti sono i servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), messi a disposizione con applicazioni dedicate dal 47% delle banche rispondenti, il borsellino elettronico (mobile wallet) e i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) offerti dal 26% delle banche.

Lo studio rileva un trend di aumento delle funzionalità accentrate in un’unica applicazione con una conseguente riduzione nel numero delle app: nel 2018 il 21% delle banche ne ha diminuito il numero rispetto all’anno precedente e il 38% è orientato verso la convergenza dei servizi in un’unica app. Inoltre, il 63% delle app è dedicato alla clientela privata, l’11% alle imprese e un 26% ad entrambi.

Con riferimento all’offerta internet banking, tutte le banche hanno un portale per i clienti privati a cui nel 41% dei casi affiancano ulteriori ambienti segmentati per specifiche tipologie di clientela; l’82% mette a disposizione anche un portale per l’area imprese che nel 57% dei casi prevede un ambiente ad hoc per uno o più sottocategorie.

Nel corso del 2019, i principali sviluppi in termini di funzionalità previsti su mobile e internet banking riguardano soprattutto servizi di gestione finanziaria personale (PFM), Assistenza automatizzata via robot (Chatbot) e funzionalità in ambito pagamenti come i bonifici istantanei (SCT Inst).

La forte attenzione del mondo bancario per i canali digitali trova infine conferma anche nelle previsioni di spesa formulate per il 2019. Infatti, l’indagine sottolinea che il 78% delle banche ha segnalato un aumento o un forte aumento degli investimenti sul mobile. Anche l’internet banking vede metà del campione aumentare lo sforzo economico.

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