Cybercrime, conto da 500 miliardi nel 2017

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Se la trasformazione digitale della finanza incalza, la sicurezza dei servizi bancari è un tema sempre più centrale per il settore. La minaccia è amplificata dal fatto che gli hacker agiscono sempre più spesso su scala internazionale e possono determinare effetti devastanti sia per i danni ai sistemi informativi che per la grave ricaduta reputazionale per le banche. Non a caso tra i grandi rischi internazionali per quest’anno il Global Risk Report 2018 del World Economic Forum ha posto il cyber risk al terzo posto in termini di probabilità e al sesto in termini di impatto.

Uno scenario confermato anche dal rapporto dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (CLUSIT) che delinea una situazione davvero preoccupante. La ricerca ritiene che solo l’anno scorso gli attacchi informatici abbia causato, a livello globale, danni per 500 miliardi di dollari (un numero quintuplicato rispetto al 2011) con una vera e propria escalation che ha fatto del 2017 l’anno del trionfo del malware e degli attacchi sistematizzati, realizzati su scala globale contro bersagli multipli. Il malware può infatti compromettere la sicurezza dei sistemi usati dai clienti per accedere ai loro dati e rappresenta un pericolo per i sistemi client e server degli istituti.

In questo contesto le banche sono ovviamente tra i soggetti più esposti alla minaccia, sia per la delicatezza dei dati trattati che per una certa sottovalutazione del problema negli anni scorsi. A titolo di esempio basti pensare al caso di Unicredit dove nell’estate scorsa sono stati presi di mira circa 400 mila clienti o agli episodi più circoscritti ma non meno preoccupanti che hanno riguardato numerosi istituti credito negli ultimi mesi. Più in generale comunque il tema è un problema europeo. Al punto che il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha sottolineato che la risposta al cyber crime è al quarto posto tra le priorità dell’Unione e che stanno arrivando azioni concrete e nuovi regolamenti, come il preannunciato Cyber Security Act di cui ha parlato Julian King, commissario per Unione della Sicurezza.

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