Da Cassa Centrale 160 milioni per digitalizzare le bcc

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Anche le piccole banche legate ai mestieri tradizionali si devono affacciare all’innovazione digitale. A mettere in campo un progetto articolato di questo genere è stata da ultima Cassa Centrale Banca, il futuro gruppo bancario che riunierà le banche di credito cooperativo del Nord Est. L’istituto ha appena presentato a Banca d’Italia e a Bce l’istanza per la costituzione del gruppo e, nell’ambito del piano industriale condiviso con la vigilanza, ha previsto importanti investimenti nell’area del digitale. Nel dettaglio Cassa Centrale impegnerà 160 milioni in tre anni per sviluppare servizi informativi, online banking, app e servizi sullo smartphone. Gli investimenti non riguarderanno solo l’infrastruttura ma anche il capitale umano come dimostra la prevista assunzione di un centinaio di professionisti specializzati.

«Il 19 aprile abbiamo presentato alla Banca d’Italia l’istanza per diventare capogruppo», ha spiegato il presidente Giorgio Fracalossi (in foto) nell’ambito dell’assemblea di qualche giorno fa. I nuovi gruppi nazionali dovrebbero partire il 1° gennaio 2019 e, a bocce ferme, dopo le ulteriori fusioni Cassa Centrale conterà 90 banche di cui 20 rurali trentine, avrà 1.500 sportelli, 11.000 dipendenti, 45 miliardi di impieghi, 73 miliardi di attivo, 6,7 miliardi di patrimonio, un Cet1 consolidato (indice di solidità) del 18,2%.

Il digitale giocherà un ruolo di primo piano nella strategia. «La sfida che dobbiamo affrontare è in primo luogo tecnologica, con la nuova concorrenza dei servizi bancari offerti da giganti come Google e Amazon – ha spiegato Fracalossi – Perciò investiamo 160 milioni in tre anni in informatica, banca virtuale, app. Dobbiamo creare l’anagrafe unica dei clienti. Prevediamo circa 100 nuove assunzioni di personale specializzato come gruppo. Abbiamo raggiunto un accordo con Iccrea per allungare al 2021 il contratto con Phoenix e Ibt per 45 Bcc che hanno aderito all’altro gruppo».

 

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