Da EY alle banche, ecco il manager dell’innovazione in Banco Bpm

vanetti

Essere il terzo gruppo bancario è una missione impegnativa, soprattutto per il costante raffronto che il mercato fa con gli altri big. Nel primo anno di vita Banco Bpm ha cercato di mantenere le promesse fatte ad azionisti e clienti, lavorando per rendere operativa la fusione. Se credito deteriorato e capitale sono stati i due fronti su cui si è concentrata l’attenzione dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna e del top management, forse poca enfasi mediatica è andata al digitale. Ma l’area non è stata trascurata.

A presidiarla c’è Luca Vanetti (in foto) che formalmente riveste l’incarico di Responsabile Digital & Omnichannel Banking. Laureato in Economia presso l’Università di Genova, la carriera di Vanetti non inizia nelle banche, ma nel mondo della consulenza con una particolare attenzione alle nuove tecnologie. Muove infatti i primi passi in ambito eCommerce in Ernst & Young, poi nel marketing di Heineken Italia e, successivamente, nella consulenza presso Accenture S.p.A con una specializzazione in progetti di strategia commerciale nei financial services. Poi il salto agli istituti di credito. Nel 2004 entra nella Direzione Marketing Imprese di Banca Intesa, nel 2006 passa in Banca Popolare Italiana e nel gruppo Banco Popolare dove coordina la definizione del catalogo prodotti di Gruppo e le strategie di segmento per il segmento Famiglie. Proprio a Verona realizza e lancia iniziative in area di acquisizione e credito al consumo e perfeziona le partnership in ambito Bancassurance.

Assume successivamente il ruolo di Direttore Marketing, prima in Banca Popolare di Vicenza e, dal 2014, in Banca Popolare di Milano. Dopo la fusione con Verona la sua qualifica diventa quella attuale di responsabile Digital & Omnichannel Banking e dello sviluppo del Programma di Digital Trasformation del Gruppo. Sono molte le leve che oggi Vanetti può muovere per incidere sull’offerta commerciale del gruppo, a partire da WeBank. L’istituto, che Bpm ha portato in dote al nuovo gruppo, è stata una delle prime banche digitali italiane e proprio in questi ultimi mesi è stato oggetto di una profonda rivisitazione.

L’app Webank Mobile è stata infatti arricchita con comandi vocali così da permettere al cliente di gestire il proprio conto in completa tranquillità, attraverso lo smartphone e con semplici comandi vocal. Altri progetti potrebbero arrivare nei prossimi mesi, come del resto ha lasciato intendere Castagna in recenti interviste: «Un istituto finanziario deve avere un reale modello di multicanalità. La separazione tra la banca fisica e quella digitale è senza senso. La clientela, proprio grazie alla digitalizzazione, utilizza sempre di meno il canale fisico. Il quale, al contrario, diventa un luogo dove devono offrirsi i servizi ad alto valore aggiunto». Il treno dell’innovazione insomma non si ferma, neppure per Banco Bpm.

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