Deutsche Bank investe 13 miliardi nel digitale

Tagli e investimenti massicci in tecnologia. Così Deutsche Bank ha deciso di attuare il passaggio all’era digitale, sollevando polemiche e discussioni non solo in Germania ma anche in gran parte del mondo. Il gruppo di Francoforte ha scelto una terapia d’urto per uscire da un periodo di forte criticità nei business caratteristici, a partire dall’investment banking. Se l’aspetto più controverso del piano del ceo Christian Sewing sono i 18 mila esuberi di personale (un numero non molto lontano da quello previsto nel caso di una fusione con Commerzbank), la cifra stanziata per progetti tecnologici resta un tassello fondamentale della strategia.

Deutsche Bank infatti ha deciso di mettere sul tavolo 13 miliardi di euro da investire nell’arco dei prossimi tre anni. Il numero è contenuto in una lettera che lo stesso Sewing ha mandato ai dipendenti per illustrare la strategia di trasformazione digitale del gruppo. Le munizioni finanziarie serviranno soprattutto per potenziare l’innovazione e migliorare l’efficienza della banca che, come noto, oggi è tra quelle con il maggiore cost-income in Europa.

Gli investimenti riguarderanno le diverse anime del gruppo, dal private banking al corporate (dove sono previste soluzioni di consulenza digitale), e comporteranno una ridefinizione complessiva dell’attività. Per guidare questi progetti in maniera coerente Deutsche Bank nominerà un responsabile per l’area digitalizzazione, dati e innovazione che sarà anche membro del consiglio di gestione.

La strategia di Deutsche Bank, anche se giustificata dalla volontà di voltare pagina con il passato, si inserisce in un quadro in cui le grandi banche internazionale hanno iniziato a investire con forza in innovazione. Se Santander ha annunciato qualche settimana fa investimenti per 20 miliardi nell’ambito delle nuove tecnologie, il Credit Agricole ha appena messo sul tavolo un budget da 15 miliardi nel medesimo ambito.

Ma chi si sta impegnando di più a livello globale? Al primo posto per risorse destinate all’innovazione c’è Jp Morgan con un budget annuale di 11,4 miliardi di dollari, seguita da Bank of America (10 miliardi), Wells Fargo (9 miliardi) e Citigroup (8 miliardi). Questi numeri dimostrano che il primato acquisito da fintech e bigtech può essere messo in discussione dalle banche tradizionali che, oltre che sulla maggiore potenza di fuoco, contano oggi sulla forte fidelizzazione della clientela. Servono però strategie di lungo e il coraggio di sacrificare la remunerazione degli azionisti a progetti di ampio respiro. In Italia stiamo aspettando ancora qualche dimostrazione di questo coraggio.

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