Digitale, le aziende investono troppo poco nel personale

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Le aziende italiane, comprese le banche, investono sempre di più sull’innovazione, ma non hanno una strategia per il personale. Di fronte ai cambiamenti tecnologici le direzioni risorse umane delle aziende rispondono infatti aumentando gli investimenti in ICT. Basti pensare che il 60% del settore HR nel 2018 investirà in strumenti digitali, con interventi a sostegno della formazione e dei processi di employer branding e selezione. Manca però la traduzione di questa trasformazione digitale in nuove competenze e capacità del lavoratore: soltanto un’azienda su tre ha messo in campo una strategia digitale per il personale.

Sono questi i risultati di uno studio condotto dall’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, coinvolgendo oltre 170 responsabili HR di imprese medio-grandi attive in Italia. «In molti casi la strategia industriale è più avanti rispetto alla direzione risorse umane e le iniziative di digitalizzazione occupano già un ruolo di primo piano nei nuovi piani industriali», ha puntualizzato il professor Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio. «Ma senza una people strategy capace di guidare il cambiamento di competenze, abilità, modelli organizzativi e stili di leadership, una strategia digitale di business è incompleta ed è probabilmente destinata a fallire».

Aumentano quindi gli sforzi per guidare la trasformazione digitale delle imprese, eppure è poco diffusa un’analisi sulle specifiche competenze dei dipendenti in questo campo.
Nel 2018 sei aziende su dieci prevedono una crescita degli investimenti in ambito digital, ma in appena il 22% delle realtà analizzate sono già a regime progetti per migliorare il livello di conoscenze. E solo il 16% ha verificato il gap tra le competenze digitali presenti in organico e quelle di cui l’azienda avrebbe bisogno.

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