Digitale, l’Agricole investirà più di tutte le italiane

Alcune banche europee non stanno facendo economie sull’innovazione digitale. Se Santander ha annunciato qualche settimana investimenti per 20 miliardi nell’ambito delle nuove tecnologie, il Credit Agricole ha appena messo sul tavolo un budget da 15 miliardi nel medesimo ambito. Segno che i grandi gruppi finanziari non vogliono farsi cogliere impreparati di fronte alle sfide del sistema.

Nell’ambito del nuovo piano industriale presentato a Parigi la banca francese guidata da Philippe Brassac intende puntare soprattutto sulla trasformazione digitale per migliorare l’efficienza e con un’attenzione particolare ai nuovi sistemi di pagamento. L’obiettivo al 2022 è infatti conquistare un milione di clienti e aumentare del 20% il numero di utenti dei servizi digitali.

Giusto per avere un ordine di grandezza, l’Agricole investirà circa 5 miliardi all’anno, una cifra molto vicina a quella messa in campo da tutte le banche italiane. «I 15 miliardi serviranno a rafforzare le nostre strutture basate sui dati e a intensificare la matrice tra i dati e le architetture It», ha spiegato Brassac che nel periodo prevede di assumere 2 mila persone nel settore informatico.

Santander non è da meno. In base al nuovo piano industriale appena presentato il gruppo spagnolo vuole soprattutto potenziare il rapporto col cliente riducendo i costi, migliorare l’allocazione dei capitali e incrementare la performance operativa grazie all’introduzione di nuove tecnologie nei processi e nei servizi offerti. Iniziative che assorbiranno investimenti per circa 20 miliardi.

Ma, dopo tutto, Santander è appena quinta nella classifica globale degli istituti che investono di più in tecnologia. Al primo posto c’è Jp Morgan con un budget annuale di 11,4 miliardi di dollari, seguita da Bank of America (10 miliardi), Wells Fargo (9 miliardi) e Citigroup (8 miliardi). Questi numeri dimostrano che il primato acquisito da fintech e bigtech può essere messo in discussione dalle banche tradizionali che, oltre che sulla maggiore potenza di fuoco, contano oggi sulla forte fidelizzazione della clientela. Servono però strategie di lungo e il coraggio di sacrificare la remunerazione degli azionisti a progetti di ampio respiro. In Italia stiamo aspettando ancora qualche dimostrazione di questo coraggio.

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