Dopo la carta, la Apple bank è più vicina

La carta di credito di Apple è ormai ufficialmente sul mercato. Il gigante di Cupertino si è mosso in tandem con la Goldman Sachs per mettere a disposizione dei propri clienti un nuovo strumento di pagamento, anche se sul sito del gruppo tecnologico compare un’indicazione programmatica rilevante: this is a new kind of credit card created by Apple, not a bank. Segno che Apple ci tiene a differenziare nettamente la propria offerta da quella del mondo bancario.

Per la verità già in passato peraltro il gruppo guidato da Tim Cook aveva esplorato progetti di carte co-branded (basti ricordare il tentativo con la Barclays), ma senza dubbio il prodotto appena arrivato sul mercato è qualcosa di diverso. Soprattutto perché integra la carta virtuale con Apple Pay, il mobile wallet del gruppo lanciato nel 2014.

La carta si integrerà con gli iPhone, sfruttando i servizi di Apple Wallet e del sistema operativo iOs, e prevede anche la possibilità di richiedere una carta fisica, in titanio, con inciso soltanto il nome dell’intestatario e il logo della compagnia. Di certo sia per Apple che per Goldman Sachs si tratta di un passo importante in un territorio nuovo. Apple è a caccia di nuovi business dopo l’iPhone e sta cercando di spostarsi sui ricavi da servizi offerti, come le commissioni su Apple Pay. Per Goldman la carta di credito è una novità assoluta, e conferma la volontà della banca d’affari di rivolgersi e conquistare la clientela retail sopperendo alla mancanza di una rete di filiali.

Sul dispositivo sarà creato un numero unico collegato al chip di sicurezza e, per sbloccare gli acquisti, basterà utilizzare le opzioni Touch Id o Face Id integrate all’iPhone. Durante la presentazione degli ultimi risultati, Cook ha promesso il lancio di Apple Card in agosto, ma ovviamente si parla solo del mercato USA. Difficile al momento prevedere i tempi dello sbarco in Italia.

Se la mossa di Cupertino era prevista da mesi, ora il mercato si interroga su quali saranno le prossime iniziative. Molti banchieri negli USA sono convinti che, a questo punto, Apple potrebbe offrire un conto corrente alla propria clientela, con ogni probabilità appoggiandosi ancora una volta a una grande banca come accaduto per la carta di credito.

Entrambe le iniziative darebbero una notevole spinta ad Apple Pay, il portafoglio digitale che il gruppo ha lanciato nel 2014 ma che, guardando ai numeri, non è ancora veramente decollando. Oggi infatti solo un quarto degli iPhone in circolazione hanno installata la app, con un tasso di adozione molto inferiore a quello registrato dai concorrenti asiatici, in particolare cinesi. Secondo alcuni osservatori la Apple card e un eventuale conto corrente potrebbero colmare questo gap. Per il momento comunque non ci sono progetti ufficiali in pista ma la sensazione è che la scommessa di Cupertino sui pagamenti sia appena iniziata.

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