E se l’AI in banca creasse ricavi e occupazione?

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Per molti in banca è ancora una parola dalla sfumatura leggermente esoterica. Eppure l’intelligenza artificiale potrebbe essere destinata a cambiare profondamente i bilanci e le politiche occupazionali degli istituti di credito nei prossimi anni. Una misura del cambiamento prova a darla Accenture in un report pubblicato proprio in questi giorni. Secondo la società di consulenza americana le banche che investiranno in maniera sostenuta nell’intelligenza artificiale e nella collaborazione tra uomo e macchina potranno aumentare i propri ricavi del 34% entro il 2022.

Il dato è emerso da un’indagine svolta a livello globale su un campione di cento amministratori delegati e top manager bancari che lavorano già oggi con le nuove tecnologie digitali. Il 77% delle banche del resto ha messo in programma un ricorso agli strumenti di intelligenza artificiale nell’arco del prossimo triennio. Il 67% di questa platea è convinto che la strategia determinerà perfino un aumento dell’occupazione all’interno degli istituti di credito, opinione condivisa dagli stessi dipendenti. La media stimata per tale incremento è il 14%.

Aspettative troppo ottimistiche? Si vedrà. Di certo oggi la strada da fare è ancora molta. Secondo i top manager consultati da Accenture, in media solo un dipendente su quattro è attualmente in grado di usare l’intelligenza artificiale. E se molte banche sono consapevoli del gap di competenze nel proprio personale, solo il 3% della platea complessiva ha in programma massicci investimenti in formazione per risolvere il problema nei prossimi anni. A livello globale insomma l’approccio all’innovazione non sarà un percorso facile, anche se i vantaggi potrebbero compensare gli sforzi profusi.

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