Ecco chi c’è nel club degli unicorni finanziari europei

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L’ultima in ordine di tempo è stata l’inglese Revolut che nei giorni scorsi, a meno di tre anni dal lancio, ha raccolto investimenti per 250 milioni di sterline. Le risorse, che danno alla compagnia una valorizzazione di 1,7 miliardi di sterline post money sono state versate dalla società di investimento DST Global insieme a un gruppo di nuovi e vecchi investitori che comprende Index Ventures e Ribbit Capital. Queste nuove munizioni  hanno permesso a Revolut di entrare nell’esclusivo club degli unicorni, cioè delle startup con una valorizzazione superiore al miliardo di dollari. Un traguardo raggiunto in un periodo relativamente breve per gli standard europei, visto che Revolut è nata appena tre anni fa.

Già, ma quali sono gli unicorni fintech in Europa e quanto valgono adesso? A dire il vero gli esempi si possono contare sulle dita di una mano. Oltre a Revolut, un’altra new entry è stata la londinese Funding Circle.  Nell’autunno scorso la società attiva nel peer to peer lending si è assicurata un investimento da 100 milioni di sterline, guadagnandosi così il grado di unicorno. Le risorse in quel caso erano state messe a disposizione da Accel, un venture capital della Silicon Valley, noto per aver sostenuto tra gli altri Facebook, Deliveroo e Spotify.

Anche TransferWise ha tagliato il traguardo del miliardo in tempi recenti, esattamente sette anni dopo la fondazione, grazie a un investimento da 280 milioni di dollari versato tra gli altri dall’americano Old Mutual Global Investors. La fintech estone recentemente trapiantata a Londra sta peraltro sbarcando proprio in questi giorni sul mercato italiano con una sistema di pagamento che aggira i costi di commissione delle banche.

Con l’olandese Ayen siamo invece già oltre i due miliardi di valorizzazione (per l’esattezza 2,3 miliardi secondo gli ultimi dati forniti da Bloomberg). Il gruppo attivo nei sistemi di pagamento lavora correntemente con Uber, Spotify e Netflix e proprio in questi mesi starebbe considerando una quotazione in borsa. L’operazione, attesa per giugno, potrebbe valorizzare Ayen in una forchetta prevista tra 6 e 9 miliardi di euro, facendone la maggiore ipo fintech sul mercato europeo.

In cima alla classifica degli unicorni europei c’è la svedese Klarna Bank, che oggi vale circa 2,5 miliardi. Il gruppo è anche il più maturo, visto che è stato fondato 13 anni fa e svolge un’ampia gamma di attività che vanno dai pagamenti digitali al recupero crediti con un giro d’affari annuo di oltre 300 milioni di dollari. Solo per dare qualche punto di riferimento, l’italiana Satispay ha chiuso il 2018 con ricavi per 3,3 milioni.
Ci vorrà ancora qualche tempo per vedere un unicorno tricolore.

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