Ecco come dovrà essere il bancario del futuro

La rivoluzione digitale cambierà non solo le banche, ma anche i loro dipendenti. Anche se in questa fase gli istituti sono più concentrati su prodotti e dei servizi, la trasformazione in atto passerà infatti certamente attraverso un ripensamento della forza lavoro in filiale. Ecco perché Kpmg in un recente report ha sintetizzato il profilo del banker del futuro in quattro punti. Un risultato ottenuto attraverso decine di interviste a ceo e top manager bancari in giro per il mondo.

Uscire dagli steccati del passato. Finora la banca è stata un universo stabile e ben segmentato in cui i professionisti potevano permettersi di conservare la stessa specializzazione per tutto l’arco della carriera. Questo approccio, secondo Kpmg, sarebbe fallimentare nelle banche del futuro in cui, al contrario, i dipendenti dovranno essere in grado di mettere continuamente in discussione le proprie competenze e riplasmarle alla luce dell’evoluzione della domanda e della tecnologia. Questa apertura al cambiamento dovrà interessare tutte le figure professionali della banca, dall’impiegato del back office al ceo. In che modo? Da un lato il dipendente dovrà essere in grado di uscire dalla sua specifica area di competenza per diventare all’occorrenza una sorta di consulente universale, una figura cioè in grado di orientare il cliente tra campi diversi che vanno dai pagamenti al trading, dal corporate al private banking. In secondo luogo sarà necessario restare continuamente aggiornati sugli sviluppi della tecnologia, che non sarà più l’area di competenza dell’IT ma uno strumento di lavoro indispensabile per tutti.

Integrare tecnologia e strategia. Finora in banca tecnologia e strategia hanno parlato lingue diverse, soprattutto perché sono state affidate a figure professionali diverse e spesso lontane. Anche questo aspetto dovrà cambiare. I consulenti di Kpmg scomodano in proposito perfino la neurologia: se finora i dipendenti bancari hanno usato solo un emisfero del cervello, o quello per impostare progetti o quello sinistro per risolvere problemi tecnici, in futuro ogni professionista dovrà integrare le due funzioni per diventare un artgineer, neologismo che indica una figura a metà strada tra l’artista e l’ingegnere. I banker di successo dovranno essere in grado di avere una visione di ampio respiro e di realizzarla, grado per grado, seguendo i passaggi tecnici necessari.

Saper lavorare in gruppo. La competenza è già presente in alcuni ambienti della banca, ma non viene ancora considerata uno skill indispensabile visto che molte funzioni possono essere svolte in maniera autonoma. Al contrario in futuro i dipendenti dovranno sviluppare capacità specifiche per interagire con i colleghi, non solo nella propria specifica area attività ma più in generale nell’ecosistema aperto della banca. Per questo servirà quella che i consulenti chiamano intelligenza emozionale, cioè la capacità di comunicare e condividere idee e progetti e di lavorare alla loro realizzazione, mettendo se necessario in discussione le proprie posizioni di partenza.

Cercare nuove motivazioni. La rivoluzione tecnologica trasformerà completamente l’ambiente della banca, le funzioni e i ritmi di lavoro. Per passare attraverso questa fase critica e potenzialmente minacciosa, i manager bancari dovranno sviluppare un nuovo approccio mentale al proprio lavoro. Sarà indispensabile cercare nuove motivazioni, costruire un clima lavorativo propositivo e realisticamente ottimistico, coltivare una rete di relazioni dentro e fuori dalla banca per ricevere stimoli, idee e contaminazioni indispensabili per il proprio lavoro. Insomma, prima di cambiare la banca, sarà necessario cambiare i dipendenti. E non è detto che il compito sia meno arduo.

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