Ecco i pionieri dell’innovazione di Intesa Sanpaolo

Elisa Zambito Marsala, Matteo Colombo, Fabio Spagnuolo, Luca Pagetti. Sono questi alcuni dei professionisti che in Intesa Sanpaolo lavorano al delicato tema dell’innovazione digitale. Le grandi banche hanno ormai iniziato a investire sulla trasformazione di prodotti, servizi e reti commerciali. Un obiettivo che Intesa ha affidato da qualche anno al team dell’Innovation Center, una struttura ospitata nel centro direzionale di Torino progettato da Renzo Piano che punta a esplorare e applicare nell’attività della banca alcune delle ultime novità tecnologica sul mercato.

L’Innovation Center è uno spazio creato appositamente nel 2014 per progettare, realizzare e diffondere innovazione unendo e combinando competenze diverse. Nel concreto i professionisti della struttura (che potrebbero arrivare a un centinaio) analizzano le soluzioni innovative presenti sul mercato nazionale ed internazionale e le propongono alle business unit della banca. Tra le attività internazionali basti ricordare i buoni rapporti con il consorzio newyorkese R3, che si focalizza sulle tecnologie blockchain, le collaborazioni in Giappone e a Hong Kong, la partnership con la britannica SetSquared, il più importante incubatore universitario, e i progetti con Startup Bootcamp, attivo anche a Singapore, e con The Floor e Start Up Nation Central in Israele.

A dirigere i lavori è il presidente Maurizio Montagnese, affiancato dal general manager Mario Costantini che coordina una squadra di giovani professionisti di diverse estrazioni ma accomunati dall’interesse per l’innovazione. L’area Ricerca e Accelerazione dell’Innovazione ad esempio, è sotto la responsabilità di Elisa Zambito Marsala, e coordina le invenzioni rivolte alla banca del futuro o quelle a servizio dei clienti retail. Matteo Colombo invece è il responsabile dei competence center, i centri di competenza che promuovono la ricerca applicata, il trasferimento tecnologico e la formazione sulle tecnologie avanzate.

Per la banca infatti è essenziale il dialogo continuo con università e centri di ricerca di eccellenza, a livello sia italiano che internazionale. A Fabio Spagnuolo fa riferimento invece la sezione Network & Promotion of Innovation Culture che coordina la rete dei cosiddetti specialisti dell’innovazione, ossia i professionisti della banca che sul territorio italiano si occupano di far incontrare concretamente start up e imprese sulla base delle specifiche esigenze di queste ultime. Il mondo delle start up viene poi costantemente da Luca Pagetti, Head of Startup Growth Financing Department, che sovrintende a molti processi di selezione e sostegno finanziario delle nuove realtà.

Il lavoro della struttura è reso possibile da una rete di relazioni con imprese, start up, incubatori, centri di ricerca, università e altre realtà locali: un vero e proprio network che facilita l’incontro di domanda e offerta d’innovazione. Sono molte le possibili declinazioni di questa attività, dalla sharing economy ai nuovi modelli di insurtech, dall’infomediazione come risorsa di ricavi allo sviluppo di big data, artificial intelligence ed healthcare, tutto ciò che possa rappresentare nuove aree di ricavo per una banca nell’orizzonte prospettico dei prossimi 5-10 anni.

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