Ecco le 5 eccellenze del digital banking italiano secondo Forbes

fintech-633x350

Rapidità e semplicità. Sono stati questi due aspetti a guidare Forbes nella selezione delle cinque società italiane più innovative nel banking. La rivista statunitense di economia e finanza presta grande attenzione al mondo fintech e, affacciandosi sporadicamente sul mercato italiano, ha individuato quelle realtà che sono più in sintonia con l’innovazione tecnologica internazionale.

In prima posizione c’è N26. La banca online tedesca è sbarcata in Italia da poco tempo ma ha già un ampio seguito, soprattutto tra i millenials. La cifra distintiva della sua offerta è infatti la rapidità del servizio (è possibile aprire un conto corrente in otto minuti) e l’ampio uso di tecnologie fintech che ne fanno probabilmente l’esperimento più ambizioso presente sul mercato italiano.

In seconda posizione c’è Buddybank, la risposta di Unicredit alla rivoluzione tecnologica nel banking. L’istituto, lanciato nel gennaio scorso, offre un’ampia gamma di servizi di pagamento agli utilizzatori di iPhone, oltre a un servizio di concierge, disponibile 24/7, per esigenze finanziarie e lifestyle. Storia ormai quasi decennale ha invece CheBanca!, l’istituto retail di Mediobanca, lanciato negli anni della crisi e oggi guidato dal guru del fintech Roberto Ferrari. La banca ha recentemente lanciato anche un Digital Banking Index, proprio per monitorare l’evoluzione dei servizi digitali nel nostro Paese.

Un altro pioniere del mercato digitale arriva al quarto posto, cioè Fineco, la banca online di Unicredit per volumi intermediati sul mercato azionario e primo broker online in Europa. Il gruppo guidato da Alessandro Foti ha chiuso i conti di periodo con un utile netto in aumento del 14,1% rispetto allo stesso periodo 2017 a 59 milioni. La classifica di Forbes è chiusa in quinta posizione da Widiba, l’istituto digitale guidato da Andrea Cardamone su cui Mps ha scommesso proprio negli anni più neri della crisi e che oggi mostra risultati interessanti. Nel trimestre l’istituto ha segnato un aumento del 36% dei ricavi netti, un ebitda di 2,6 milioni, un risultato operativo in utile nel trimestre e masse amministrate per 8,1 miliardi.

Rispondi