Ecco le cinque sfide digitali che attendono le banche

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Il concetto di nuove tecnologie è ancora abbastanza vago per molti banker italiani. A imporre un ordine e una gerarchia alle trasformazioni in atto ci ha pensato un recente report di Accenture che ha messo a fuoco le cinque tecnologie in grado di cambiare il volto nel settore nei prossimi anni. Il documento Banking Technology Vision nasce da un’indagine fatta su 800 banker in più di 25 paesi per analizzare le tendenze più evidenti nel settore a livello globale e le possibili cause di disruption.

La prima e ormai nota al grande pubblico, almeno per nome, è l’artilligenza artificiale che non a caso è stato il tema al centro dell’ultimo World Economic Forum di Davos. Questa serie tecnologie è ormai ampiamente passata dalla fase sperimentale a quella applicativa in molti settori produttivi, tra cui il banking. I campi di utilizzo sono quelli caratterizzati da funzioni ripetitive e meccaniche che vanno  dall’antiriciclaggio alla prevenzione di frodi. Il passo successivo, già compiuto da alcuni istituti, è l’applicazione dell’intelligenza artificiale ad attività più complesse, come l’interazione con il cliente attraverso i canali distributivi della banca o piattaforme come l’Alexa di Amazon. Gli sviluppi potrebbero essere rapidi e suggestivi. Al punto che, secondo il 79% dei banker consultati da Accenture, in banca i robot potrebbero lavorare al fianco degli uomini entro un paio d’anni e diventare il primo referente del risparmiatore per la maggior parte delle operazioni.

Meno note al grande pubblico sono le potenzialità della realtà virtuale che comunque, secondo il report, potrebbe migliorare notevolmente la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente. Ad esempio nella banca sudcoreana Hana Bank è in fase di sperimentazione una app per selezionare il mutuo per la casa, mentre Fidelity sta usando la realtà virtuale per migliorare il rapporto tra gestori e clienti.

Il recente scandalo di Facebook ha posto l’accento sulla vulnerabilità dei database e il problema vale anche per il sistema bancario che, secondo Accenture, dovrà porre grande attenzione alla qualità del dato. Oggi oltre l’84% dei banchieri prende decisioni usando complessi database automatizzati, anche se il 77% ammette di non essere pronta per gestire eventuali attacchi o manomissioni dall’esterno. Insomma il sistema è ancora molto fragile in termini di cybersecurity e il lavoro da fare sarà ancora molto.

Altro fronte su cui sarà necessario lavorare è quello dell’impalcatura informatica dei gruppi. Se finora hanno dominato strutture monolitiche e centralizzate, sempre di più si andrà verso un modello a network con tanti software che dovranno essere in grado di cooperare armoniosamente tra loro. In questo contesto si pone anche il ruolo della blockchain a cui già molte banche stanno guardando come strumento per migliorare la qualità del servizio e alzare gli standard di sicurezza: secondo il 70% dei banker consultati da Accenture la blockchain diventerà una tecnologia decisiva nei prossimi anni.

Ultima avveniristica frontiera per le banche saranno i servizi voice, cioè quegli strumenti che permetteranno alla banca di interagire con il cliente attraverso processi robotizzati basati, ancora una volta, sull’intelligenza artificiale. Il canale voice è già molto utilizzato sui mercati anglosassoni e ha dato risultati interessanti in termini di rapidità e efficienza dei processi. La novità si sta già timidamente affacciando anche in Italia, ma per il momento si tratta ancora di test isolati.

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