Ecco le migliori università per studiare la finanza digitale

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Dove studiare il fintech

Se i banchieri di oggi devono abituarsi a fare i conti con la finanza digitale, la sfida decisiva sarà formare nuove generazioni di professionisti che sappiano maneggiare con abilità il fintech. Da questo punto di vista è interessante fare il punto sull’offerta formativa che le università italiane stanno proponendo in questi ultimi anni.

Spulciando nei programmi dei grandi atenei non si trova molto, anche se tra l’anno scorso e questo qualche piccolo progresso è stato fatto. L’iniziativa più interessante è stata messa a punto dalla Cattolica di Milano che nel 2017 ha lanciato un master in Digital Innovation & Fintech. Promotori del progetto sono Federico Rajola e Chiara Frigerio che accompagnano gli studenti attraverso temi come internet of things, cloud computing, big data e analytics e blockchain. L’obiettivo è formare non solo startupper e specialisti del mondo fintech, ma anche professionisti nei nuovi ambiti della finanza come gli ormai preziosissimi data analyst.

In Bocconi c’è stato invece Fintech 4 Financial Inclusion (promosso dai docenti Anna Omarini e Stefano Caselli), un’attività accademica che ha coinvolto circa 400 studenti con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni digitali per promuovere l’inclusione finanziaria. I quattro progetti studenteschi premiati alla fine hanno fatto ottenere ai loro autori, per metà novembre, una visita al Citi Innovation Lab di Tel Aviv, una delle capitali mondiali della startup.

Non solo facoltà economiche

Al Politecnico di Milano invece Alessandra Boano ha recentemente promosso il corso Fintech e insurtech per indagare la rilevanza e il posizionamento delle start up digitali nel mondo dei servizi bancari e finanziari. L’iniziativa ha avuto un taglio applicativo finalizzato a cogliere come nascono una fintech e una insurtech e come si sviluppano i loro modelli di business. Sempre al Politecnico è nata poi la Fintech Academy, con un’offerta formativa dedicata all’intersezione tra il mondo della finanza e quello della tecnologia digitale. Nell’ambito dell’iniziativa la business school del Politecnico di Milano ha lanciato sette corsi brevi di uno o due giorni dedicati a studenti, professionisti e imprenditori. Nelle altre città non sembra esserci nulla di organico, a parte workshop e seminari che affrontano sporadicamente il tema. Insomma il fintech italiano ha molta strada da fare anche sui banchi di università.

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