Ecco perché le banche non possono più essere solo banche

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La necessità del cambiamento per il settore bancario italiano è già tutta contenuta negli ultimi dieci anni di bilanci.  La figura in pagina riassume infatti un trend generale che è anche un’indicazione strategica: le banche non possono più permettersi di essere soltanto banche.

Dal 2008 al giugno scorso il margine da interesse degli istituti italiani appare come un piano inclinato che scorre inesorabilmente verso il basso. Se la dinamica dei tassi spiega in buona parte questa evoluzione, per gli analisti è difficile immaginarsi un ritorno ai valori pre-crisi con la fine del Qe.

Nel frattempo del resto il modello industriale delle grandi banche è cambiato, come si evince dall’aumento progressivo del margine da commissione. Basti pensare che per Intesa Sanpaolo questa voce rappresenta oltre la metà dei ricavi complessivi, mentre in quasi tutti gli istituti medio-grandi il primo margine è quasi egualmente distribuito tra le due voci.

Inoltre proprio la dipendenza eccessiva da margine di interesse degli istituti medio-piccoli (su tutti valga l’esempio di Carige, vedi figura in basso) viene oggi considerato come un possibile fattore di incertezza e di scarsa innovazione commerciale. In questo scenario andrà poi calato l’elemento decisivo della rivoluzione digitale che, se da un lato potrebbe disintermediare le funzioni a inferiore valore aggiunto, dall’altro potrebbe accentuare la diversificazione della base ricavi portando il business bancario verso territorio rimasti finora in gran parte inesplorati.

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