Ecco tutti i vantaggi della PSD2 per clienti, banche e retail

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Finora la direttiva PSD2 è stata per lo più considerata un fattore di cambiamento per le banche e gli intermediari finanziari. Ma non va sottovalutato l’impatto che la nuova normativa avrà sul mondo del commercio non solo nella fase transazione, ma anche nei delicati scambi di informazioni tra la clientela e l’istituto di credito. Non a caso proprio sul retail si è concentrato uno studio di Accenture dedicato agli impatti della PSD2.

Questo perché, come noto, la direttiva impone alle banche di concedere l’accesso al conto e ai servizi di pagamento online dei consumatori, ovviamente in condizioni di sicurezza e con il consenso del cliente. Un obbligo che intende creare un mercato pianamente concorrenziale e togliere alle banche il monopolio dei dati finanziari. Per far luce su questi aspetti Accenture ha intervistato un’ottantina di manager responsabili dei servizi di pagamento nel mondo retail e ha riscontrato una fortissima attenzione di questo mondo per la PSD2.

Quasi un terzo degli intervistati infatti sarà in grado di prendere contatto direttamente con le banche per acquisire informazioni sui clienti; una quota che salirà al 90% entro il 2019. Questo interesse nasce dalla consapevolezza che l’uso dei dati migliorerà la customer experience grazie a servizi sempre più personalizzati. Un ulteriore vantaggio sarà rappresentato dai maggiori flussi di cassa dovuti all’uso di un canale più diretto e meno costoso rispetto a quelli tradizionali. Ma anche per le banche il nuovo quadro potrebbe rivelarsi vantaggioso. L’open banking infatti dovrebbe consentire agli istituti di raggiungere nuovi clienti, anche grazie al lancio di nuove tipologie di prodotto lanciate in collaborazoine con il mondo delle fintech o del reatil.

Al contempo l’esercizio commerciale è in grado di accettare pagamenti digitali direttamente dall’istituto di pagamento del cliente e senza passare attraverso un intermediario finanziario. Ultimo tema ma certo non meno importante è quello della concorrenza. La nuova direttiva è stata scritta anche per creare migliori condizioni di concorrenza nel mondo bancario europeo anche da parte del Fintech e appunto da parte del mondo retail, con l’obiettivo di offrire maggiori opportunità di scelta ai consumatori finali.

E qui la vera sfida è legata alla disponibilità o capacità dei consumatori di approfittare di questa opportunità e, aspetto non meno rilevante, di condividere le proprie informazioni e in particolare i propri dati finanziari con altre realtà che non siano appunto la banca, che conoscono magari da tempo. I temi della sicurezza e della privacy si intrecceranno con quelli delle abitudini dei singoli consumatori e con quelli legati alle iniziative e alle politiche commerciali di ogni istituto, evidentemente orientate a proteggere i rapporti con i propri clienti facendo leva su nuovi servizi e su nuove offerte.

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