I dieci venture che muovono la finanza digitale

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Come molti mercati ancora nella fase iniziale del proprio sviluppo, quello del fintech ha un numero abbastanza limitato di investitori anche se la potenza di fuoco è andata progressivamente crescendo. Una recente indagine della merchant Fintech Global dimostra ad esempio che negli ultimi tre anni una decina di soggetti ha finanziato oltre il 10% dei deal a livello globale. La tabella in pagina mostra l’elenco di questi soggetti e il numero di operazioni concluse dal 2014 al 2017.

In prima posizione, con oltre un centinaio di operazioni all’attivo, c’è il venture fund 500 Startups che è stato il maggiore investitore nel comparto almeno dal 2014. 500 Startups è stato fondato nel 2010 da Dave McClure (ex top manager di PayPal) e Christine Tsai e ha svolto un ruolo centrale in alcune delle maggiori operazioni del settore. Di recente peraltro il fondo è finito al centro dell’attenzione per la burrascosa uscita di McClure, accusato di molestie nei confronti di alcune colleghe della Silicon Valley.

Segue Y-Combinator, altro seed accelerator americano, fondato nel 2005 dall’informatico Paul Graham e altri collaboratori. Più recente è invece il newyorchese Digital Currency Group, creato nel 2015 per investire nel mondo delle criptovalute. A lui si devono ad esempio  le fortune di Coinbase, BitPay, e Ripple.  Assai più antico e noto al grande pubblica è Sequoia Capital, il venture fund nato nel 1972 in California che è arrivato al fintech dopo aver investito in quasi tutti i gruppi tecnologici Usa a partire da  Apple, Google, Oracle, PayPal, Stripe, YouTube, Instagram, Yahoo! e WhatsApp. Per trovare il primo grande investitore non americano bisogna scendere alla quinta posizione con Startupbootcamp, l’acceleratore nato nel 2010 in Danimarca e concentrato sul foodtech, che dall’anno scorso ha avviato attività anche in Italia.

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