Fintech, a Wall Street è caccia aperta ai banker

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In Italia in un certo senso i primi casi potrebbero essere Corrado Passera, Fabrizio Viola o Roberto Nicastro, anche se c’è da scommettere che non rinunceranno facilmente alla prestigiosa qualifica di banchiere. All’estero però la lista dei top banker passati al fintech è davvero lunga. L’ultimo in ordine di tempo è probabilmente Matthew Cannon, l’ex responsabile global markets di Hsbc.

Tra le star merita certamente una menzione Vikram Pandit, l’ex ceo di Citi che ha fondato la piattaforma Orchard e Orogen Group. Sempre da Citi viene Hans Morris, passato dall’incarico di cfo del colosso di Wall Street alla guida del venture capital Nyca Partner nel 2014. L’ex ceo di Morgan Stanley John Mack si è invece dedicato a diversi progetti che comprendono Lending Club, Orchard e Dataminr. Dalla guida del risk management di Barclays arriva invece Vikas Srivastava che oggi svolge lo stesso ruolo per Integral, una fintech di Palo Alto che offre servizi cloud alle banche.

In genere ovviamente, passando dalle banche alle fintech, il top manager tende a mantenere la propria specializzazione. Così ad esempio Blythe Masters dopo essersi occupato di CDOs a Jp Morgan, ha messo le sua abilità nell’ingegneria finanziaria al servizio della startup blockchain Digital Asset Holdings. Tra le signore ci sono inveceSusan Estes, che dopo essere stata managing director a Morgan Stanley, Deutsche Bank e Countrywide è passata alla guida di OpenDoor Trading, e Catherine Flax, attuale ceo di Pefin con un passato come chief marketing officer a Jp Morgan.

Vero è del resto che le fintech hanno fame di banker. Un blog specializzato americato parla addirittura di «ricerca disperata». Come mai? La ragione è presto detta.
Le startup hanno bisogno non solo delle competenze specifiche dei banker in aree cruciali come capital markets o corporate lending, ma soprattutto della loro rete di relazioni all’interno della comunità finanziaria. Vendere prodotti e servizi alle banche significa soprattutto sapersi muovere in un mondo complesso e molto esclusivo. Una dote che pochi startupper possiedono.

Se insomma assumere banker è una priorità, le fintech hanno un grosso scoglio da superare: lo stipendio. Mediamente infatti un managing director di Wall Street guadagna stipendi base inarrivabili per una startup. «Ho incontrato centinaia di banker interessati a venire in una fintech», spiega Mark Beeston, fondatore di Illuminate Financial. «La prima domanda che ho fatto loro è che taglio di stipendio avrebbero accettato».
Oltre allo spirito di avventura insomma al banker è richiesta una certa dose di spirito di sacrificio. Qualità abbastanza rara a Wall Street.

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