Fintech, il nuovo gigante europeo si chiama Klarna

Il settore dei pagamenti sta diventando una delle industry più gettonate nei mercati finanziari. Lo dimostra l’attenzione che ormai da molti mesi gli investitori rivolgono alle realtà più promettenti del comparto.

Proprio in questi giorni a guadagnarsi la scena è stata Klarna, la fintech svedese specializzata in pagamenti online che ha sede a Stoccolma. La start up ha infatti raccolto 460 milioni di dollari da un gruppo di investitori, tra cui Dragoneer e un fondo che fa capo a BlackRock, raggiungendo così una valutazione pari a 5,5 miliardi di dollari. Klarna è così diventata l’unicorno più grande d’Europa, entrando di diritto nel club delle otto startup fintech di maggior valore al mondo.

Il capitale raccolto, spiega in una nota la società, sarà utilizzato per proseguire nello sviluppo negli Stati Uniti, dove Klarna cresce al tasso di 6 milioni di nuovi utenti l’anno. Oltre al mercato statunitense Klarna guarda anche all’Australia e alla Nuova Zelanda: tra gli investitori dell’ultimo round infatti c’è anche Commonwealth Bank of Australia con la quale è stata siglata una partnership esclusiva sui due mercati dell’emisfero australe.

Fondata nel 2005 Klarna ha dal 2017 la licenza di banca ed emette una sua carta. Valeva 2,5 miliardi di dollari a inizio anno, 3,5 ad aprile, fino all’attuale valutazione di 5,5 miliardi di dollari. Dopo Skype (acquisita nel 2011 da Microsoft per 8,5 miliardi), Spotify e le compagnie di gaming King (Candy Crush) e Mojang (Minecraft), Klarna è stata la quinta startup da un miliardo di dollari nata in Svezia. Stoccolma dunque si conferma patria europea degli unicorni: qui infatti sono nati circa un terzo degli unicorni del Vecchio Continente. Tra i motivi generalmente addotti a giustificare la presenza delle tante startup: la bassa pressione fiscale, il debito pubblico inferiore al 40% del Pil. Fattori che consentono alle imprese svedesi di attrarre capitali esteri.

Quello di Klarna non è un caso isolato. Basti ricordare che solo qualche settimana fa la tedesca N26 ha chiuso un round di finanziamento di serie D da 300 milioni di dollari, che porta la valutazione a 2,7 miliardi di dollari. Non meno fortunata in Europa si è rivelata la quotazione di Adyen, la società di pagamenti olandese che vanta tra i propri clienti Netflix e Spotify che nel 2018 ha scelto la borsa di Amsterdam per il proprio debutto.

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