Fintech, Intesa vuole crescere nel venture capital

Il canale del venture capital si sta dimostrando un punto di contatto prezioso tra le banche tradizionali e il mondo dell’innovazione finanziaria e del fintech. Ecco perché molti gruppi hanno deciso di potenziarlo in vista di importanti progetti futuri. Tra questi c’è Intesa Sanpaolo che nei prossimi mesi potrebbe aumentare in maniera significativa la dotazione di Neva Finventures, il veicolo di corporate venture capital con cui la banca guidata da Carlo Messina sta costruendo alleanze con i nuovi attori della finanza digitale.

«Stiamo valutando coi partner, cioè le due fondazioni Crt e Compagnia di Sanpaolo, un incremento significativo del veicolo che ha un capitale di 100 milioni, già investiti 30, ma noi crediamo che ce ne vogliano di più», ha dichiarato Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo. Il veicolo è stato protagonista di diverse operazioni negli ultimi anni sia sul mercato europeo che su quello israeliano e Usa con un range di investimento che va da 50 mila euro fino a 15 milioni e un raggio d’azione che si spinge dalla fase seed a quella later stage.

Recentemente ad esempio il veicolo coordinato dal ceo Mario Costantini è entrato in BacktoWork24, operatore italiano nel settore dell’equity crowdfunding e gestore del portale on-line per la raccolta di capitali di rischio www.backtowork24.com. Grazie ai fondi ottenuti BacktoWork24 sosterrà lo sviluppo del piano industriale con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i volumi di raccolta a favore delle imprese grazie ad una piattaforma in grado di attrarre un network sempre più vasto di investitori. Lo scorso anno invece Neva ha investito in Oval Money, startup italo-inglese attiva nel mondo del risparmio, nell’ambito di un round di finanziamento Serie A.

Di certo insomma le fintech stanno cambiando volto per il sistema bancario che negli ultimi tempi ha vinto certe resistenze culturali per stringere importanti alleanze con gli avversari di ieri. Sono oltre 400 le interazioni con i nuovi player della finanza realizzate da parte delle 30 maggiori banche europee a partire dal 2012. L’Europa sta registrando inoltre uno spostamento dei ricavi del 7% verso i nuovi player, che già nel 2017 avevano conquistato una quota del 6,6% sul totale. Lo rivela l’Osservatorio Open Innovation di Accenture secondo cui l’innovazione dell’industria finanziaria si sta spostando dalla fase di sperimentazione a quella di adozione di nuove soluzioni.

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