Fintech, mai tanti utenti soprattutto tra i giovani

Start up come N26, Revolut e Hype si stanno ritagliando un ruolo sempre più centrale nelle abitudini dei risparmiatori italiani. Lo dimostra il sostenuto ritmo di crescita del settore fintech che, da nicchia di mercato si sta affermando con sempre maggiore evidenza nel mondo dei servizi finanziari. Basta scorrere i dati di un recente studio condotto da FinanceAds International: tra il gennaio del 2017 e quello di quest’anno il numero dei nuovi utenti per il fintech italiano è cresciuto del 600%.

Un trend ovviamente non solo italiano, ma internazionale. L’investimento globale nello sviluppo delle fintech supera oggi i 55 miliardi di dollari, il doppio rispetto al 2017. Guardando nello specifico nella realtà europea, nella prima metà del 2018 gli investimenti in fintech e neobanche hanno raggiunto i 26 miliardi di dollari. Secondo uno studio recente di Accenture, in ambito finanziario a livello europeo si registra uno spostamento dei ricavi del 7% verso i nuovi player, che già nel 2017 avevano conquistato una quota del 6,6% sul totale. Dal 2012 si contano 400 accordi tra le 30 maggiori banche e le fintech.

Trend che trovano ulteriore conferma nelle proiezioni per il 2019: si prevede, infatti, una crescita fino al 100% degli utenti che diventeranno clienti di una challenger bank in Italia. «Vediamo un incremento di quelle challenger bank che, come target, si prefiggono di offrire prodotti ad alto valore aggiunto per professionisti e aziende», ha spiegato Alvise Perissinotto, managing director di FinanceAds International.

Ma la vera sorpresa è che i nuovi utenti sono sempre più giovani: se nel 2018 il range d’età degli utilizzatori di conti correnti di challenger bank era prevalentemente dai 24 ai 30 anni, da giugno 2018 a giugno 2019 è stato registrato un incremento del 91% di user di età compresa tra i 18 e i 24 anni, anche se in realtà anche tra gli over 30 ha trovato terreno fertile (+89%).

Per i giovani, la ricerca evidenzia come spesso siano gli stessi genitori che scelgono di aprire un conto in una challenger bank per trasferire la classica paghetta ai loro figli e abituarli fin da subito a gestire i propri risparmi, rendendo più facili le loro spese per viaggi e tempo libero.

I motivi che hanno spinto gli utenti a bussare alla porta delle fintech company sono diversi: tra questi la possibilità di utilizzare i prodotti esclusivamente o prevalentemente tramite app e smartphone in tutto il mondo, senza costi aggiuntivi e con vantaggi competitivi. Inoltre, spesso non è richiesta nessuna spesa di attivazione e utilizzo e i costi sono bene esplicitati e facilmente comprensibili.

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