Fintech, record di aggregazioni nel 2019

La prima metà del 2019 è stato un periodo particolarmente vivace per il settore dei pagamenti digitali, con tre grandi operazioni di consolidamento internazionale: l’acquisizione di Worldpay da parte di Fidelity National Information Services (43,6 miliardi di dollari), il deal tra Fiserv e First Data (22 miliardi) e il blitz di Global Payments su Total System Services (21,2 miliardi). Tuttavia il recente report di Hampleton Partners sul risiko nel settore fintech rivela che da gennaio e giugno a livello globale le operazioni straordinarie hanno raggiunto un valore di 120 miliardi di dollari, considerando solo i deal annunciati al mercato.

Che il settore fosse in movimento era chiaro ormai da qualche anno. La trasformazione delle abitudini dei consumatori (sempre più orientati verso un modello di cashless society), la concorrenza delle big tech e la necessità di fare importanti investimenti sulle nuove tecnologie hanno infatti impresso una notevole accelerazione al processo di consolidamento che già nel 2018 aveva toccato i massimi storici.

Analizzando più nel dettaglio i dati contenuti nel report, si evince che il numero delle grandi operazioni sta crescendo: nei primi sei mesi del 2019 le acquisizioni o le fusioni con un valore complessivo superiore ai 100 milioni di dollari rappresentano il 65% della platea complessiva rispetto al 54% del 2018. Escluse le tre grandi operazioni già citate, la nicchia più vivace della finanza digitale è quella degli sviluppatori di software finanziari che ha registrato circa la metà dei deal del periodo per volume. In questo gruppo vale la pena di citare l’acquisizione di Ellie Mae da parte di Thoma Bravo (3,7 miliardi di dollari).

A parte le aggregazioni, anche la raccolta di finanziamenti procede a ritmi spediti per il settore fintech. La prima metà del 2019, segnala il report, ha registrato 818 operazioni di fundrasing e si prevede che l’anno possa chiudersi con una cifra record di 1.636 secondo gli annunci fatti dalle società. Una cifra superiore ai 1.632 di fundraising chiusi nel 2017 e i 1.633 del 2016.

E in Italia? Il deal più importante nella prima metà del 2019 è stato senza dubbio la quotazione in Piazza Affari di Nexi, il gruppo di sistemi di pagamenti controllato dai fondi di private equity Advent, Bain e Clessidra. Da settembre però il mercato si attende nuove mosse. In particolare sarà interessante capire la strategia di Cassa Depositi e Prestiti su Sia, la società milanese di servizi tecnologici per il sistema bancario. Anche in questo caso l’opzione favorita sembra essere una quotazione in borsa, ma resta aperta la possibilità di un’integrazione con Nexi. A sua volta Nexi potrebbe aprire altri dossier, magari guardando a gruppi internazionali come la danese Nets.

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