Fintech, Stripe pronta a crescere in Europa

Sotto molti profili oggi l’Europa è uno dei mercati più interessanti per la finanza digitale e se nel continente stanno crescendo molte, promettenti realtà locali, sono numerose le fintech che arrivano dall’esterno per realizzare ambiziosi piani di espansione. Tra queste c’è Stripe, il colosso americano dei pagamenti fondato nel 2010 dai fratelli Patrick e John Collison che, a pochi giorni dall’entrata in vigore della PSD2, sta lanciando i propri servizi in Polonia, Estonia, Lettonia, Grecia, Lituania, Slovacchia, Slovenia e Portogallo dopo aver già annunciato la partenza in Italia.

L’obiettivo della fintech è aiutare le aziende digitali ad avviare, espandere e incrementare le proprie attività ancora più velocemente e ad accettare denaro da qualsiasi parte del mondo. Da ora in poi i clienti potranno infatti iniziare ad accettare pagamenti in oltre 130 valute in soli 10 minuti e, per la prima volta nella storia di Stripe, potranno avere accesso alla rete globale di pagamenti e tesoreria.

«L’Europa centrale e orientale ospita un’elevata quantità di talenti imprenditoriali e di ingegneria del software che riteniamo potrebbero espandere il proprio business a livello globale», ha affermato Felix Huber, capo di Stripe EMEA. «Stripe punta a consentire al più alto numero di aziende di questi Paesi di esportare la propria creatività e ambizione nel resto del mondo».

Stripe è utilizzabile in oltre 135 paesi e, se inizialmente si rivolgeva a sviluppatori informatici, oggi, grazie allo sviluppo della dashboard, è accessibile a tutti. Oltre alla libreria API, il gruppo offre anche molti altri servizi, tra cui la possibilità di poter ulteriormente filtrare e smistare i pagamenti, e strumenti antifrode all’avanguardia che utilizzano algoritmi di machine learning.

I margini di crescita della società sono stati molto apprezzati dal mercato americano e dagli investitori internazionali. Nel settembre scorso ad esempio Stripe ha raggiunto una valutazione di 20 miliardi di dollari dopo la chiusura di un finanziamento da 245 milioni. Per dare un metro di paragone Unicredit capitalizza oggi 24 miliardi di euro. Le nuove risorse sono state iniettate dall’hedge fund Tiger Global Management, che ha affiancato i venture capital DST Global e Sequoia e gli attuali investitori Andreessen Horowitz, Kleiner Perkins, Khosla Ventures, General Catalyst e Thrive Capital. Con questa operazione il valore di Stripe è praticamente raddoppiato rispetto all’ultimo finanziamento di un paio di anni fa.

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