Fintech, un big da 8 miliardi entra in Europa

Dopo il blitz di Mastercard sulla danese Nets, continuano le grandi manovre nel settore europeo dei pagamenti digitali. Un altro gruppo americano sta infatti sbarcando nel Vecchio Continente per ampliare il proprio raggio d’azione.

Si tratta di Robinhood, la app di trading famosa negli States per i servizi a zero commissioni. Secondo quanto risulta la fintech avrebbe in corso una campagna di assunzioni per aprire un ufficio a Londra che lavori al lancio di una vera e propria branch inglese, con posizioni che vanno dal marketing al product design, dalle operations alla compliance.

A Robinhood del resto non mancano le risorse da investire: basti pensare che in tempi recenti la società ha chiuso prima un finanziamento da 363 milioni e poi un altro da 323 milioni, raggiungendo una valutazione di 7,6 miliardi di dollari (cifra, per intenderci, ben superiore all’attuale capitalizzazione dell’italiana Nexi). Dimensioni che devono aver suggerito al management di indirizzare la società verso il mercato.

Peraltro i fondamentali sembrano solidi, con una base clienti in forte crescita e già arrivata a cinque milioni. Per allargare ulteriormente questa base, Robinhood ha allo studio diversi progetti come la creazione di un portafoglio per criptovalute e la dotazione di licenza bancaria. Tra i piani in scaletta c’è anche l’ipo: l’intenzione di sbarcare in borsa è stata annunciata nei mesi scorsi dal ceo Baiju Bhatt che ha parlato di contatti in corso con le autorità competenti per le consuete pratiche autorizzative.

L’arrivo di Robinhood sta mettendo in fibrillazione gli operatori europei e qualcuno ha già deciso di attuare delle contromisure. Non è un caso che proprio nei giorni scorsi la challenger bank inglese Revolut abbia lanciato un nuovo servizio nel trading, ossia la possibilità di investire sulle cosiddette azioni frazionate. In altri termini, di acquistare meno di un’azione di una società quotata. Revolut è la prima a portare questo tipo di trading in Europa e in Italia: gli utenti della challenger bank londinese potranno investire a partire da un dollaro su giganti tecnologici americani come Amazon o Apple.

Queste iniziative forniscono un’ulteriore conferma del fatto che nel settore europeo dei pagamenti c’è molta attività in questo 2019. La trasformazione delle abitudini dei consumatori (sempre più orientati verso un modello di cashless society), la concorrenza delle big tech e la necessità di fare importanti investimenti sulle nuove tecnologie ha impresso una notevole accelerazione al processo di consolidamento che già nel 2018 aveva toccato i massimi storici.

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