I paperoni internazionali scommettono sul fintech

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Il fintech non è soltanto uno strumento prezioso per migliorare l’offerta degli intermediari finanziari. Ma anche un’opportunità di investimento per i paperoni della finanza. A dirlo è una ricerca svolta dalla piattaforma di investimento londinese Capitama che ha intervistato 300 investitori tra high net worth individual, family office e fondi di private equity.

Dall’indagine emerge che il fintech e le tecnologie applicate alla finanza sono oggi in assoluto l’asset class più popolare nella City e non solo. In particolare il 69% degli investitori intervistati è interessata al fintech, un settore oggi in forte crescita non solo sul mercato inglese (tradizionalmente all’avanguardia), ma anche a livello internazionale. La tipologia di investimento più popolare è il growth funding, quello cioè a sostegno di imprese in fase di crescita sui mercati, seguita dall’early stage, che invece riguarda le start up ai primi anni di vita.

«Il fintech è un settore che ha visto una forte crescita negli ultimi tre anni e l’evidenza suggerisce che questo è solo l’inizio», ha spiegato Simon Ramery, co-founder e ceo di Capitama. «I nostri dati mostrano che gli investitori vedono un valore reale nelle società attive in questo settore e che scommettono su un futuro roseo per l’innovazione in Uk malgrado la Brexit». Del resto i numeri a livello globale danno ragione a queste aspettative ottimistiche: nel corso del 2017 gli investimenti in fintech hanno superato i 31 miliardi di dollari secondo i dati raccolti da Kpmg. Un trend che sul mercato europeo dovrebbe essere ulteriormente rafforzato grazie all’entrata in vigore della direttiva PSD2, una normativa che di fatto metterà le banche in competizione con gli altri intermediari non vigilati.

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