Il crash di Tsb e i pericoli nascosti nell’internet banking

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Rischia di passare alla storia come uno dei maggiori crash di sempre per una banca online. Si protraggono ormai da sei giorni i disagi per i clienti di Tsb e l’emergenza non è ancora finita. L’istituto inglese controllato dal Banco Sabadell è al centro della bufera dopo i seri problemi ai sistemi informatici che hanno gettato nell’incertezza centinaia di migliaia di risparmiatori.

Tutto è cominciato nello scorso fine settimana quando Tsb ha avviato una migrazione su una nuova piattaforma It. Subiti sono iniziati i disagi per i clienti, impossibilitati ad accedere ai loro conti correnti per svolgere le normali attività di internet banking.
Ieri poi, il 27 del mese, molti lavoratori non hanno potuto incassare lo stipendio per pagare affitti e mutui o saldare le bollette. Le proteste non si contano sui social media di tutto il Regno Unito, anche se per il momento non si vede una fine alla crisi.

«Siamo in ginocchio», ha ammesso senza mezzi termini l’amministratore delegato Paul Pester, annunciando peraltro che la banca sospenderà commissioni di scoperto e extra interessi per 10 milioni di sterline. Inoltre, dopo giornate di turbolenze, nel tentativo di impedire una fuga dei clienti, Tsb ha anche deciso di alzare il rendimento del suo conto più popolare, il Classic Plus, il cui tasso di interesse passerà così dal 3% al 5%.

Intanto si cercano le ragioni del crash senza precedenti. L’edizione online del Guardian ad esempio rivela che il software incriminato avrebbe manifestato malfunzionamenti fin dall’installazione, circa un anno fa. Un team di Ibm è stato appositamente selezionato per ristabilire il funzionamento dell’It e stabilire le cause dei gravissimi malfunzionamenti di questi giorni, anche se la soluzione appare ancora lontana.

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