Il Creval porta l’intelligenza artificiale allo sportello

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Lo strumento del chat box, un software di intelligenza artificiale che assiste bancari o clienti, è ormai noto nel mondo anglosassone dove numerose banche digitali e tradizionali lo utilizzano da diversi anni. Sorprende però trovarlo oggi negli sportelli di una piccola ma attiva realtà italiana come il Credito Valtellinese che, reduce da un processo di derisking e di rafforzamento patrimoniale, sta guardando con attenzione all’offerta digitale.

La banca guidata dal dg Mauro Selvetti (in foto) ha infatti lanciato recentemente il progetto Ambrogio, un consulente finanziario che utilizza il sistema di intelligenza artificiale Watson di Ibm, per dare supporto operativo ai dipendenti impegnati allo sportello. I vantaggi? Con questa soluzione Creval ha abilitato un cambio del modello operativo, raggiungendo risultati sempre più significativi in termini di volumi di contatto, estensione degli orari del servizio e riduzione delle attività human-centric a basso valore.

La mossa rientra nelle novità prevista dal piano industriale della banca valtellinese che pone grande enfasi allo sviluppo delle nuove tecnologie. Tali iniziative dovrebbero procedere di pari passo con la riduzione dei costi operativi nell’ambito del progetto denominato Light Bank 60. Al contempo, sono previsti importanti investimenti in queste aree: sviluppo di nuovi modelli di business collaborativi in linea con l’indirizzo della PSD2 (Open Bank), maggiore incisività nell’analisi comportamentale del cliente e nella valorizzazione dei dati posseduti dalla banca (Big data), ottimizzazione dei processi operativi, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative quali Blockchain, Robotic Process, Automation Cognitive/Artificial Intelligence, e Cyber Security.

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