Il digitale in banca non dà ancora i frutti sperati

Tutte le banche sanno che la trasformazione digitale sarà inevitabile e che i vantaggi competitivi risulteranno consistenti. Eppure, nella maggior parte degli istituti a livello internazionale, il cambiamento procede con lentezza e l’evoluzione dei processi non sembra in grado di tenere il passo con la tecnologia.

A fare il punto della situazione è il Digital Banking Report pubblicato dalla testata americana The Financial Brand. La ricerca si basa su un sondaggio condotto su un ampio campione di banche internazionali per fare luce proprio sul grado di innovazione raggiunto finora. I top manager intervistati concordano sul fatto che gli investimenti dedicati al digitali stanno crescendo per tutte le divisioni della banca e che quasi tutte le tecnologie sono ormai coinvolte nel cambiamento. Una rivoluzione che sta impattando anche i vertici dell’organizzazione aziendale e la struttura stessa dell’azienda.

Se insomma nessuno può più permettersi di ignorare il cambiamento, i risultati raggiunti finora non sembrano entusiasmanti. Solo il 17% delle banche intervistate ammette che la trasformazione è già in atto su larga scala, mentre il 41% si considera a metà del guado. Un ulteriore 38% sta invece muovendo solo i primi passi e spesso ha in mano solo qualche bozza.

Scavando più a fondo sembra che il ritardo derivi più da una mancanza di competenze che da un’assenza di risorse. Ad esempio molte banche si sono concentrate su progetti con un basso impatto sulla trasformazione digitale dell’azienda. Si pensi ad esempio all’acquisto di una nuova piattaforma di mobile banking, un’iniziativa che, se non accompagnata da interventi sull’infrastruttura IT, ha pochi effetti sul cambiamento.

Al settore servono insomma progetti ampi e ambiziosi che rivoltino come un guanto l’attuale modello di business, e non interventi circoscritti spesso legati alle mode del momento. Del resto, tornando ai risultati della ricerca, molti banchieri concordano sul fatto che gli obiettivi prefissati (migliorare la customer experience, accelerare i tempi di risposta, ridurre i costi e aumentare i ricavi) sono stati solo in minima parte raggiunti finora. Se infatti il 44% del campione ritiene che gli interventi abbia migliorato la customer experience, solo il 25% ha ridotto i costi e potenziato il controllo dei rischi.

Quanto alle singole tecnologie introdotte in banca, se alcune hanno già prodotto risultati interessanti, altre sembrano per il momento dei flop o quasi. Tra queste ultime non c’è solo la blockchain (da cui solo 2 banche su 10 hanno ottenuto finora ritorni economici concreti) ma anche l’internet delle cose, i dispositivi wearable e il voice banking, che hanno avuto finora una debole diffusione nelle reti commerciali.

Se insomma la trasformazione digitale procede con insospettata lentezza, viene da chiedersi quali siano gli ostacoli percepiti più chiaramente. Il principale è l’integrazione e l’aggiornamento dei sistemi informativi che oggi rappresentano la legacy più problematica per il sistema bancario. Un altro ostacolo sono i vincoli di bilancio che, considerando i lunghi tempi di implementazione dei progetti, spesso rendono le banche restie a fare ampi piani di investimento. Ma, tra i problemi, c’è anche spesso un ritardo culturale che rallenta l’adozione delle nuove tecnologie anche nei vertici aziendali.

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