Il manager che porta il fintech cinese in Italia

La finanza digitale cinese sta arrivando in Italia. Per il momento si tratta di un fenomeno ancora marginale, ma c’è chi ritiene che nei prossimi anni le proporzioni possano cambiare in maniera significativa. Il principale attore di questo trend è Alipay, la piattaforma di pagamenti online di Alibaba, che si sta posizionando con passo silenzioso ma deciso nel nostro Paese. Basti pensare che negli ultimi due anni ha segnato risultati significativi anche se, per il momento, rivolti principalmente ai turisti cinesi. A dirigere le attività della bigtech in Italia è Pietro Candela.

Dopo gli studi ai politecnici di Bari e di Milano, Candela si è subito concentrato sull’innovazione digitale con un lungo percorso nel mondo della consulenza. Nel dettaglio, se in Booz&Co (oggi Strategy&) ha lavorato per la practice communication, media & technology, come responsabile della practice italiana di Digital Business & Technology, in EY Advisory Services, si è focalizzato sulle strategie di Innovazione e Digitalizzazione in Europa, Medio Oriente, India e Africa. Un percorso professionale che lo ha portato a fine 2016 alla guida di Alipay Italia, facendone il volto del colosso cinese nel nostro paese.

Come detto, l’attività del gruppo in Italia e, più in generale, in Europa si sta facendo particolarmente intensa in questi ultimi mesi. L’ultima iniziativa è stata presa da Intesa Sanpaolo che, attraverso i suoi Pos, consentirà di pagare l’accesso al Duomo di Milano usando la app di Alipay. L’accordo consentirà insomma di migliorare i servizi di informazione, accoglienza e accesso per una delle attrazioni principali del capoluogo lombardo. Oltre a Intesa, anche Unicredit ha stretto un accordo commerciale con il colosso cinese consentendo agli esercenti sui clienti di leggere il barcode generato dalla app. Tra questi ci sono ovviamente i marchi più rinomati del made in Italy come Eataly o Morellato. Più di recente si è mossa anche Banca Sella, istituto molto attento all’innovazione digitale, che ad aprile ha stretto un accordo con Alipay attraverso la propria piattaforma Gestpay.

Per il momento, come detto, queste iniziative sono rivolte unicamente alla comunità cinese, ma non è escluso che nei prossimi anni Alipay e le altre bigtech asiatiche conquistino quote di mercato anche tra i consumatori italiani. Un’evoluzione del genere è più che plausibile visto che la finanza digitale cinese ha grandi ambizioni sull’Europa e non lo nasconde.Alipay ad esempio entrerà in 20 paesi europei entro la fine dell’anno dopo aver sottoscritto accordi con oltre 100 banche e 40 società di digital wallet. La mossa rientra nell’ambiziosa campagna di espansione del gruppo cinese che è già attivo in sei paesi europei dall’anno scorso, ma vuole ampliare ulteriormente il proprio bacino.

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