Il venture capital ha fame di fintech. In campo 5,42 miliardi

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La fame di fintech non accenna a diminuire nel mondo del venture capital. Al contrario nel primo trimestre di quest’anno la finanza digitale ha calamitato investimenti per 5,42 miliardi di dollari con 323 operazioni, un risultato che arriva dopo i 16,5 miliardi di dollari raccolti nell’arco del 2017 per 1165 operazioni. A fare il punto della situazione è CB Insights, osservatorio di riferimento per il fintech internazionale, secondo il quale si è trattato del di uno dei trimestri vivaci in termini di investimenti da inizio 2013: a fare meglio infatti sono stati soltanto il terzo trimestre del 2015 a quota 5,5 miliardi e il secondo trimestre 2017 a 5,46 miliardi.

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In termini geografici gli Stati Uniti hanno giocato ancora una volta un ruolo decisivo, mentre l’ Europa ha fatto peggio rispetto agli ultimi 18 mesi anche se alcune fintech del vecchio continente hanno registrato risultati eccellenti in termini di raccolta come N26, eToro e Atom bank.

Tra le operazioni più rilevanti del trimestre vanno ricordate quelle di Pivotal bioVenture Partners China che ha stanziato 150 milioni di dollari per il suo fondo inaugurale; Eurovia, una consociata di Vinci, ha acquistato l’estone TREV-2 Grupp; Sumeru Equity Partners ha investito in GoGuardian, un fornitore leader di tecnologie educative SaaS; LNK Partners ha iniettato 100 milioni di dollari in Schweiger Dermatology Group (SDG), la più grande azienda di gestione della pratica dermatologica.

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