In Europa 400 alleanze tra fintech e banche

Da pericolose rivali a preziose alleate nel passaggio al digitale. Le fintech hanno cambiato volto per il sistema bancario che negli ultimi tempi ha vinto certe resistenze culturali per stringere importanti alleanze con gli avversari di ieri. Sono oltre 400 le interazioni con i nuovi player della finanza realizzate da parte delle 30 maggiori banche europee a partire dal 2012.

L’Europa sta registrando inoltre uno spostamento dei ricavi del 7% verso i nuovi player, che già nel 2017 avevano conquistato una quota del 6,6% sul totale. Lo rivela l’Osservatorio Open Innovation di Accenture secondo cui l’innovazione dell’industria finanziaria si sta spostando dalla fase di sperimentazione a quella di adozione di nuove soluzioni. Ma il settore è ancora a caccia di un modello in grado di garantire una crescita sostenibile: «Le banche – spiega la società di consulenza americana – devono riuscire a governare l’innovazione attraverso metodi e modelli in grado di generare valore da ciascuna partnership».

Il nuovo ecosistema rappresenta per le banche un’opportunità che a livello europeo vale oltre 60 miliardi di euro al 2020 e che anche per l’Italia peserà poco meno del 5% delle revenue totali, con un impatto di circa 3,5 miliardi. «Ci aspettiamo – nota Accenture – che sarà tanto il mondo delle imprese quanto quello dei privati ad investire su specifici ambiti di prodotto», in particolare mondo del lending (55% del valore generato), pagamenti digitali (15%) e conti correnti (20%). Accenture classifica le banche in tre gruppi, in base all’intensità con cui hanno implementato i progetti di trasformazione digitale: le digital focused, che hanno messo in atto un piano di trasformazione digitale avanzato, le digital active, che si stanno trasformando ad un minor livello di intensità, e tutte le altre, più in ritardo. Le banche più digitalmente ottengono «ritorni in termini di price-to-book value più elevati: 1,18x per le banche digital focused, 0,99x per le digital active e 0,83x per le altre banche». Entro il 2020 circa il 7% dei ricavi del settore in Europa si sposterà alle champion.

A spingere le banche sulla strada dell’innovazione è la direttiva europea la Psd2 entrata in vigore a gennaio 2018 che impatta l’ecosistema dell’open banking e stimolala nascita di nuovi player. Ma anche il crescente interesse dei clienti per l’innovazione e per i servizi bancari digitali. Ma per accrescere la competitività serve che le banche sviluppino nuove competenze per far sì che ciascuna collaborazione rientri nel proprio perimetro strategico. Secondo Accenture, le principali capability che devono essere ancora sviluppate sono la comprensione dell’open innovation, lo scouting delle opportunità di collaborazione, la creazione di strutture dedicatee con competenze mirate, pianificazione, governance e assessment dei progetti di collaborazione e innovazione, l’adozione di un’infrastruttura aperta; la capacità di generare valore dalle collaborazioni, anche in termini di comunicazione, branding, marketing e awareness. In questo senso Accenture favorisce le collaborazioni banche-fintech supportando nuovi accordi attraverso il Fintech Innovation Lab e Accenture Ventures.

Le collaborazioni che si sono mostrate maggiormente efficaci hanno accelerato l’innovazione, anche grazie all’introduzione dell’artificial intelligence; altre hanno invece migliorato il processo di gestione di un prodotto, oppure ottimizzato il sistema informativo. «Il nostro osservatorio permanente sulle fintech evidenzia come in questi 5 anni ci sia stata una esplosione nel numero, anche a livello europeo. Siamo ora in una fase di maturità, dimostrata anche dal fatto che gli investimenti early stage nelle start up sono calati a fronte di un aumento degli investimenti nelle Fintech più mature. Ciò presuppone anche un ripensamento su come le banche debbano evolvere le loro modalità di ingaggio con questi nuovi attori, sviluppando strategie di ecosistema e vere e proprie piattaforme di crescita», ha dichiarato Mauro Macchi Responsabile dei Financial Services di Accenture. «Dalle nostre analisi emerge che i casi di maggior successo ad oggi riguardano prevalentemente i pagamenti, la user experience per il segmento retail, i prestiti e la gestione personale degli investimenti. Stanno crescendo rapidamente altri nuovi contesti di collaborazione per esempio sulle piccole e medie imprese, sull’utilizzo di nuove tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale, collaborazioni che spingeranno le banche a trovare nuovi motori di crescita in un contesto in cui l’open banking entra nella sua fase di maturazione».

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